NASO ALL’INSÙ E FIATO SOSPESO ECCO EL GRITO

IL CIRCO A FUNAMBOLIKA CON “20 DECIBEL” «LA NOSTRA VITA DI ACROBATI NOMADI»
PESCARA. Un circo contemporaneo ma anche all’antica. Lo “chapiteau” di El Grito è arrivato ieri al porto turistico di Pescara. Gli artisti di quello che è considerato una vera e propria rivelazione negli ultimi anni hanno portato in città il loro spettacolo “20 Decibel, non c’è storia senza ascolto”.
Dopo la collaborazione con l’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Biennale del Circo di Bruxelles e il Festival Asti Teatro 36, El Grito prosegue il suo tour estivo con la partecipazione al festival internazionale del nuovo circo Funambolika. “20 Decibel” ha esordito ieri, ma in cartellone ci sono repliche anche domani (4 luglio), sabato e lunedì. Gli artisti lo hanno presentato come un autentico viaggio tra acrobazie aeree, danze e giocolerie, ma anche tra immagini e suoni più tenui. «Un invito all’ascolto, ad affinare i sensi per percepire il piccolo che si nasconde dietro l’evidente».
A comporre il nucleo stabile di El Grito sono gli artisti Fabiana Ruiz Diaz e Giacomo Costantini, quest’ultimo anche direttore artistico, insieme con Gaetano Costantini, Domenico De Vita e Silvia Santaniello. Cinque ragazzi, due in scena e tre dietro le quinte, che nel 2011 hanno scelto la vita nomade e comunitaria del circo. Il 2011 è l’anno della svolta per El Grito, che però ha una storia più lunga. La compagnia nasce nel 2007 a Bruxelles, durante un gala dei circhi italiani. «Dopo aver girato il Sudamerica e un po’ di Europa, io e Fabiana ci stabiliamo a Bruxelles, città fulcro per il circo in Europa. Cercavamo un luogo in cui poter sviluppare il nostro potenziale creativo. L’Espace Catastrophe, uno dei centri più importanti del nostro settore, ha iniziato a produrre i nostri spettacoli», racconta Giacomo Costantini. «È lì che abbiamo concretizzato la nascita di El Grito». Lo spettacolo “20 Decibel” ha debuttato proprio a Bruxelles, nel 2010.
«Da lì è partita una tournée nei teatri di tutta Europa. Sentivamo, però, la necessità di avere uno spazio nostro e, nello stesso tempo, di continuare a viaggiare. Abbiamo, così, scelto la vita del circo, la vita nomade, investendo tutto quello che avevamo». Il sogno si realizza con la creazione dello chapiteau, spazio itinerante in cui dar vita a magici spettacoli. Un circo che conquista. Solo nell’ultimo tour italiano, di 10 settimane, El Grito ha fatto innamorare oltre 25mila spettatori. «La nostra è stata una scelta artistica. Facciamo un circo contemporaneo all’antica, un circo artigianale, popolare e fruibile a tutti», spiega Costantini. «Un tipo di circo basato sulla metodologia contemporanea, a cui viene data una funzione evocativa. Ricerchiamo un linguaggio che sia sintesi di diverse espressioni artistiche. Lasciamo allo spettatore la libertà di costruire la propria storia». Giacomo Costantini si è definito entusiasta della partecipazione a Funambolika. Intanto stasera al Teatro d’Annunzio alle ore 21 prima italiana dello spettacolo “Beyond”, del geniale regista Yaron Lifschitz per conto del Circa Contemporary Circus, acrobati e trapezisti provenienti dall’Australia. In Europa questo spettacolo è stato visto soltanto a Londra e a Berlino, e ha avuto sette mesi di repliche, mentre nel 2015 sarà a Broadway. Stasera a 12 euro, gradinate 10 euro.
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