Nefrologia, aperto il nuovo reparto da 6mila prestazioni

Il responsabile Campanella: «Siamo un polo di riferimento» Il dirigente Michitelli: «Così assicuriamo dignità ai pazienti»
PESCARA. È operativo, all’ospedale di Pescara, il nuovo reparto di Nefrologia e Dialisi che si trova al secondo livello (piano rialzato) della palazzina C (palazzo rosso), con ingresso di fronte alla farmacia ospedaliera. Il reparto è il più grande della regione per il numero delle prestazioni eseguite e per il numero di pazienti affetti da nefropatie terminali. È tra i maggiori del centro Italia ed è anche l’unico in Abruzzo ad eseguire tutte le prestazioni nefrologiche e dialitiche diagnostiche e terapeutiche invasive e chirurgiche. Al suo interno è attivo il terzo turno notturno di terapia dialitica. I posti letto ordinari sono 10, con due posti per il day hospital e due posti per l’emodialisi di pazienti acuti. Il valore delle prestazioni è pari a 13 milioni di euro l’anno mentre gli accessi sono 6.000 ogni anno.
Nei giorni scorsi c’è stata la visita del sindaco Carlo Masci, dell’assessore alle Politiche sociali Nicoletta Di Nisio, del consigliere Massimiliano Pignoli e di Marina Stoppani, segretaria del comitato Abruzzo/Molise dell’Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto. Sono stati accolti dal direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi, dal direttore sanitario Antonio Caponetti, dal direttore amministrativo Vero Michitelli, dal direttore dei presidi ospedalieri Valterio Fortunato, da Luigi Lauriola, responsabile della Unità operativa Progettazioni e nuove realizzazioni, dai medici Mario Campanella, che dirige il reparto, e Roberto Summa, e dalla coordinatrice infermieristica Giovanna La Selva. «Rappresentiamo uno dei poli nefrologici più importanti d’Italia, sicuramente tra i più grandi del centro-sud», ha detto Campanella orgoglioso.
L’allocazione del reparto di Nefrologia nella palazzina C, ha detto Michitelli, «è stata una scelta vincente: quando abbiamo dovuto affrontare il Covid abbiamo deciso di riqualificare questo stabile che si trova dentro il perimetro ospedaliero con un collegamento sotterraneo con il monoblocco dell’ospedale. Finita l’emergenza, l’utilità è rimasta ed abbiamo colto l’occasione per dare dignità ai pazienti nefrologici, con una struttura nuova, funzionale e tecnologicamente avanzata».

