Negozi aperti 24 ore su 24 Francavilla boccia l’idea

23 Maggio 2020

Ordinanza comunale in vigore da domani per rilanciare il settore rimasto fermo Ma per barbieri, acconciatori ed estetisti è impensabile lavorare tutto il giorno

FRANCAVILLA AL MARE. Parrucchieri, barbieri, acconciatori ed estetisti aperti sette giorni su sette, 24 ore al giorno. È questa la possibilità data dal Comune di Francavilla all’intera categoria dei servizi dedicati alla cura della persona, attraverso l’ordinanza firmata ieri dal sindaco Antonio Luciani. Il documento attribuisce la facoltà a tutti gli addetti ai lavori di estendere l’orario di apertura al di fuori di quello canonico, potendo rimanere in servizio tutti i giorni, domenica e festivi inclusi, senza alcun limite di orario.
L’iniziativa, che è bene ricordare rappresenta una facoltà, e rimarrà tale fino alla fine dell’emergenza legata al coronavirus, è stata pensata per sostenere la ripartenza delle attività rimaste chiuse per oltre due mesi a seguito delle disposizioni governative per il contenimento della pandemia. Si vuole dare una mano a tutte quelle persone che non hanno potuto lavorare da marzo fino a lunedì scorso, e che adesso, pur potendolo fare, sono costrette a rispettare una serie di misure che inevitabilmente finiscono con il ridurre il giro di affari.
Il servizio solo su prenotazione, la sanificazione, l’utilizzo dei presidi per il distanziamento sociale, sono tutti elementi che aumentano i costi e riducono il fatturato. Se prima per servire un cliente occorreva un’ora, adesso c’è bisogno di almeno 30 minuti in più. A fine giornata, rispettando l’orario tradizionale, questo comporta per forza di cose una riduzione del lavoro. Con l’ordinanza invece chiunque vorrà potrà continuare a lavorare fin quando lo desidera, anche 24 ore al giorno.
Il documento, che entrerà in vigore da domani, dispone che tutti gli interessati devono comunicarlo tramite pec a protocollo@pec.comune.francavilla.ch.it, oltre ad avvisare la clientela attraverso cartelloni informativi. Nonostante l’iniziativa però, la risposta da parte degli addetti ai lavori appare per lo meno tiepida. «Apprezzabile lo spirito, ma non l’utilità», analizza Roberto Moretta che ha il suo salone su viale Nettuno, «il lavoro deve rimanere umano, è impensabile poterlo fare 24 ore al giorno senza sosta. Con tutte le misure che ci hanno giustamente richiesto la sera, quando torno a casa, mi sento esausto. Se c’è bisogno di sforare mezz’ora non mi sono mai tirato indietro, ma onestamente quante persone verrebbero a tagliarsi i capelli alle 23? Rischierebbe di trasformarsi in un’ulteriore spesa senza rientro dopo un periodo già difficile».
La pensa così anche Tiziana Di Credico, che lavora su viale Alcione: «Forse può funzionare in qualche sera ad agosto, ma nulla di più. La verità è che siamo in crisi: ho dovuto lasciare a casa tre dipendenti perché con le nuove misure il lavoro è sceso. Se prima riuscivo a servire 30 persone, oggi ne faccio 12. Giovedì, avevo delle clienti prenotate che non sono venute e mi hanno lasciato un buco di 4 ore e mezza. Così non si può. Io dal primo giugno ricomincio a lavorare come al solito, con tutte le accortezze ma senza prenotazioni».
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