Negozi o nuovi palazzi? Ora è scontro sul futuro del Ferro di cavallo

14 Settembre 2022

Oggi in consiglio il dibattito sulle 643 osservazioni alla demolizione Mille cittadini chiedono: «Basta case, vogliamo supermercati e uffici»

PESCARA. È scontro tra i residenti di Rancitelli e l’amministrazione comunale sul futuro del Ferro di cavallo. Oggi, in consiglio comunale arrivano le 643 osservazioni che i cittadini pescaresi hanno presentato per correggere il progetto, presentato dall’Ater, che prevede la demolizione del palazzo di via Tavo e la ricostruzione di due edifici più piccoli con 56 alloggi. L’intenzione della maggioranza è quella di bocciare tutte le richieste di modifica, anche quella presentata con le firme di oltre mille residenti per chiedere una modifica della destinazione d’uso da residenziale a terziario dell’area ora occupata dal Ferro di cavallo, per realizzare servizi, uffici, attività commerciali con la conseguente riduzione del 50 per cento dell’indice di utilizzazione e delle superfici di progetto. Più precisamente, si chiede la costruzione di uno spazio ad uso servizi/commerciale di proprietà dell’Ater da affittare poi ad enti pubblici per la realizzazione di servizi, come una biblioteca regionale, uffici dell’azienda delle case popolari e uffici distaccati del Comune.
Per questo motivo ieri, alla vigilia del consiglio comunale, il comitato di quartiere «Per una nuova Rancitelli», di cui è presidente Francesca Di Credico, ha scritto una lettera indirizzata al sindaco Carlo Masci, alla giunta e a tutti i consiglieri comunali per chiedere una soluzione condivisa per il futuro dell’area di via Tavo. «Ferma restando la nostra contrarietà assoluta alla ricostruzione del complesso, ma considerando la volontà di ricostruirlo di questa amministrazione e dell’Ater», si legge nella lettera, «abbiamo lavorato in questi mesi per proporre una soluzione più vicina alle istanze dei cittadini. Leggiamo, invece, nel parere di contrarietà alle osservazioni che non c’è stato nessun intervento volto al miglioramento del progetto». «Quale sarebbe stata l’osservazione volta al miglioramento del progetto?», si chiede il comitato, «Perché un ufficio tecnico ha effettuato una valutazione che, a nostro avviso, è discrezionale e politica piuttosto che verificare solo l’ammissibilità delle osservazioni e rimettere poi nelle mani del consiglio comunale la valutazione meritoria delle stesse?».
«Preso atto della necessaria ricostruzione del complesso», prosegue la lettera, «abbiamo cercato di ragionare sulle soluzioni possibili per evitare la costruzione di un nuovo complesso residenziale e abbiamo coinvolto numerosi cittadini nella redazione della proposta principale, ossia la costruzione di uno spazio ad uso servizi/commerciale di proprietà dell’Ater che sarebbe poi da affittare ad enti pubblici per la realizzazione di servizi. Un’operazione perfettamente sostenibile dal punto di vista economico che richiederebbe ulteriori studi e verifiche, ma che inizierebbe ad eliminare la percezione nel nostro quartiere come dormitorio. Un quartiere prettamente residenziale privo dei necessari servizi è un quartiere dormitorio con assenza di servizi strategici».
«Da quello che emerge da tutte le osservazioni, quindi», fa notare il comitato, «è la volontà di cambiamento della destinazione d’uso nel complesso. Non c’è un solo cittadino che abbiamo incontrato che voglia un nuovo complesso residenziale, bensì servizi ad uso dell’intera collettività». «Chiediamo ancora una volta», conclude la lettera, «che venga ascoltata la voce dei cittadini. Chiediamo al sindaco e a tutta la maggioranza di prendere seriamente in considerazione la proposta sottoscritta da oltre mille cittadini».