Nei parchi pubblici via libera ai chioschi: ecco le nuove regole

16 Gennaio 2021

Pronta la delibera per affidare le aree verdi anche ai privati La gestione sarà per 20 anni, i locali fino a 100 metri quadri

PESCARA. Non più solo le associazioni onlus e le cooperative. Ora i parchi pubblici potranno essere gestiti anche da imprenditori privati. Una delibera che andrà lunedì all’esame del consiglio comunale, prevede una modifica al regolamento dei parchi fino ad oggi in vigore. Si potranno aprire anche dei chioschi e dei bar fino ad un massimo di 100 metri quadrati per la somministrazione e la vendita di alimenti.
L’obiettivo dell’amministrazione è quello di migliorare la gestione delle aree verdi. Pescara ha 67 aree verdi e il Comune non ha le forze e i mezzi per controllarli e fare la manutenzione ordinaria. Per questo ha deciso di rivolgersi anche ai privati. Il motivo di questa scelta è ben spiegato nella delibera che il vice sindaco e assessore ai parchi Gianni Santilli porterà lunedì in consiglio per l’approvazione. «Il Comune di Pescara», si legge, «nel recente passato ha attivato numerosi avvisi per la gestione dei parchi pubblici con il duplice scopo di ridurre gli oneri manutentivi e, nel contempo, migliorare il grado di fruibilità e il parterre di offerte, in termini di servizi, che questi polmoni verdi possono erogare alla città».
«A fronte di queste finalità», prosegue il provvedimento, «si è avuta, ad oggi, una ridotta adesione alle numerose iniziative di gestione, con un elevato numero di bandi andati deserti e dei parchi, di conseguenza, non ancora gestiti. Alla luce di questo, è evidente che occorre migliorare i fattori attrattivi che incentivino l’operatore privato ad aderire ai singoli bandi di gestione del verde».
Fino ad oggi la gestione era consentita solo ad onlus e no profit, associazioni umanitarie e benefiche, organizzazioni libere e cooperative. Se la modifica al regolamento verrà approvata, verranno inseriti nell’elenco anche gli operatori economici, le istituzioni scolastiche e gli enti religiosi.
La concessione dei parchi pubblici potrà avere una durata massima di 20 anni. Il concessionario potrà realizzare manufatti e sarà esonerato dal pagamento del canone fino al raggiungimento del valore di realizzazione del manufatto.
In pratica, il gestore avrà la possibilità di installare nell’area un chiosco e/o un box dotato di servizi igienici. Questi manufatti potranno avere una superficie lorda massima di 100 metri quadrati.
In cambio, il concessionario dovrà garantire al Comune una serie di interventi nei parchi: manutenzione, pulizia, igiene, conferimento dei rifiuti, sfalcio periodico delle erbe infestanti, sistemazione della aiuole, innaffiatura e quanto altro necessario alla cura e alla sistemazione delle aree verdi e degli arredi. Dietro consenso del Comune potranno anche essere inseriti nuovi arredi, oppure nuovi impianti sportivi, ludici o culturali.
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