Nel 2021 molti più positivi rispetto a 12 mesi prima

Gli abruzzesi che si sono contagiati sono quasi raddoppiati: da 35mila a 66mila I decessi sono passati da 1.213 a 1.425, ma senza vaccino potevano essere di più
PESCARA. Nel 2021 si sono contagiati più abruzzesi che nel 2020. Quasi il doppio: 66mila contro 35mila. E il tragico conto delle vittime è stato più pesante: 1.425 nel secondo anno rispetto alle 1.213 del primo.
Sono dati per certi versi sorprendenti quelli che vengono fuori dal confronto tra l’impatto del virus nelle due diverse annualità della pandemia. A condizionare e alzare i numeri del virus nel 2021, però, sono state le varianti Alfa, Delta e Omicron, molto più contagiose del virus originario e in grado di avanzare rapidamente sul territorio contendendosi lo scettro di mutazione dominante.
Dall’altra parte però, il 2021 è stato anche l’anno della campagna di vaccinazione contro il Covid, che non è riuscita a fermare il dilagare dei contagi, ma ha abbattuto drasticamente il numero dei ricoveri e delle vittime delle complicanze della malattia nella seconda parte dell’anno, in particolare nella quarta ondata della pandemia, quella che è ancora in corso.
Quattro sono state le ondate principali della pandemia, due nel 2020 e altrettante nel 2021, che hanno visto spostare lentamente il centro del contagio da una provincia all’altra: così se nel primo anno è stato l’Aquilano quello con più casi, nel 2021 il testimone è stato invece raccolto dal Chietino. Questo, nonostante in lunghi momenti dell’emergenza alcune impennate di casi hanno interessato soprattutto l’area metropolitana di Pescara e il Teramano.
LE ONDATE DEL 2020
In totale nel 2020 in Abruzzo si sono registrati 35.314 casi. Quasi un terzo nella provincia dell’Aquila, la più colpita con 11.026 contagiati. Distante il Teramano con 9.500 e ancora più staccati il Chietino con 7.198 e il Pescarese con 7.141. Le vittime nei primi dodici durissimi mesi di pandemia sono state 1.213.
La prima ondata è stata quella della primavera dell’anno scorso, nei mesi del lockdown durissimo e dell’incertezza per una malattia appena comparsa. Il picco dei casi si è registrato in Abruzzo il 29 marzo 2020: 160 i contagi. Il successivo 3 aprile quello dei ricoveri: 437 pazienti in ospedale, di cui 76 in terapia intensiva.
La seconda ondata è quella scoppiata nell’autunno dell’anno scorso. In questo caso il picco di contagi è stato quello del 14 novembre 2020: 939 nuovi positivi, record superato solo dal bollettino di ieri. Il picco dei ricoveri è stato invece registrato il 30 novembre, con 790 pazienti in ospedale, di cui 77 in terapia intensiva.
LE ONDATE DEL 2021
Nel 2021, invece, i casi sono stati 66.486, cioè l’88% in più dell’anno precedente. E al conto mancano ancora i casi che saranno segnalati dal bollettino regionale di oggi. La provincia più colpita è stata quella di Chieti, dove i contagi sono stati ben 18.648. Secondo il Pescarese con 17.126, poi il Teramano con 15.980 e l’Aquilano con 13.968. Le vittime sono state il 17% in più del 2020: ben 1.425.
Il 2021, però, è stato l’anno delle varianti del virus. A partire da quella inglese, la Alfa, protagonista della terza ondata della pandemia che ha colpito in parte dell’inverno e della primavera dell’anno che sta volgendo al termine. Il picco di contagi della terza ondata è stato quello del 25 febbraio: 652 casi. Il 15 marzo, invece, il picco dei ricoverati in ospedale: 772, con 94 pazienti in terapia intensiva.
Nel frattempo entrava nel vivo la campagna di vaccinazione, che ha protetto gran parte della popolazione dagli effetti della variante Delta. La mutazione indiana, comparsa in estate, ha cominciato la sua rapida scalata avviando la quarta ondata all’inizio dell’autunno. Proprio in questi giorni la sta scalzando la variante Omicron sudafricana, ancora più contagiosa, ma, secondo gli studi preliminari, meno aggressiva per l’organismo.
Per ora il dato più alto della quarta ondata – e di tutta la pandemia – è quello di ieri: 3.126 contagi. Il picco di ospedalizzazioni, dovuti presumibilmente ancora alla variante Delta, invece, si è raggiunto il giorno precedente, cioè mercoledì: 196 ricoverati assistiti nelle strutture sanitarie, di cui 26 in terapia intensiva. (l.t.)

