Nel 2050 Italia preda della siccità

25 Luglio 2017

Paola Mercogliano (Cmcc): «Meno 20% di pioggia, la realtà supererà le stime»

ROMA. Gli ombrelli serviranno sempre di meno, a parte in autunno e sul nord Italia. Ma, in generale, pioverà meno. La terra dovrà abituarsi ad essere sempre più secca ed arida, per colpa della siccità; tanto che avremo una riduzione del 20% delle piogge estive. Questa non è soltanto una fotografia 'scattata dal futuro' per raccontare quello che potrebbe accadere nel nostro Paese tra 30 anni, ma è quello che sembra stia già avvenendo, ed anche a una velocità maggiore di quanto ipotizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) in uno scenario, ritenuto abbastanza «ottimistico», per il periodo 2021-2050.
«Non è il primo anno, e sarà un comportamento sempre più frequente - osserva Paola Mercogliano, responsabile della divisione modelli regionali e impatti al suolo del Cmcc, parlando della siccità in Italia e più in generale dei cambiamenti climatici - sembra quasi che la realtà superi lo scenario; sembra di vivere già nello scenario ipotizzato. Noi ci aspettavamo qualcosa che invece sta già succedendo, e con maggiore velocità di quella attesa. È come se, quello che gli scenari ipotizzano, si stia già verificando in anticipo». Quello che ci aspetta, guardando il quadro dipinto da queste stime - costruito mettendo insieme una serie di dati, con un modello climatico, per ottenere una specie di 'zoom', cioè uno scenario ad alto dettaglio che arriva fino a 8 km, e sulle aree urbane può spingersi anche a 2 km - è «l'aumento dei periodi di siccità, ovvero di un intervallo di tempo più lungo tra due periodi di pioggia, e una diminuzione delle piogge estive del 20%, rispetto ad oggi; cosa che per esempio al sud, dove piove già poco, significherebbe veramente tanto». Ci saranno meno piogge ma quando arriveranno «pioverà tanto e con maggiore intensità, anche se non servirà a granché, perché la terra sarà già troppo arida». In particolare, per esempio, al nord Italia ci sarà «un aumento della siccità in estate». Ma anche «un aumento delle piogge in autunno»; ed è su questo punto che, secondo Mercogliano, bisogna imparare a lavorare: «L'acqua caduta in quel periodo dell'anno va gestita - spiega - non si può perdere»; deve esser 'conservata' per affrontare periodi di emergenza e di siccità. Lo scenario disegnato dall'esperta, tra l'altro, è anche abbastanza «ottimistico»: perché offre un modello climatico sull'Italia per il 2021-2050 (uno scenario, per così dire, 'vicino') e prende in considerazione un'ipotesi di emissioni di CO2 medio-basse; con un picco al 2070, da lì in poi un'attestazione e in seguito una decrescita, fino a un livello di emissioni pari a due volte quello dell'età pre-industriale. Invece in altro scenario, «più pessimistico», si continua con l'attuale ritmo di emissioni arrivando ad un livello pari a quattro volte quello dell'età pre-industriale.