Neonatologia, infermieri stressati Tanti parti, ma il personale non c’è

10 Febbraio 2016

Marcucci (Uil): «Aumenta la probabilità di errori e il personale non può usufruire dei riposi» Il sindacato chiede alla Regione di sbloccare le 6 assunzioni già annunciate per la Terapia intensiva

PESCARA. Aumentano i parti e cresce il lavoro, all'interno del nido e della Terapia intensiva neonatale dell'ospedale di Pescara, ma il numero di infermieri è sempre lo stesso, e la Uil lancia l'allarme chiedendo un aumento di personale. Francesco Marcucci, segretario provinciale della Uil Fpl (Federazione Poteri Locali) denuncia una situazione difficile da sostenere, e lo fa affidandosi ai numeri.

«Dopo la chiusura di alcuni punti nascita, tra cui quello di Penne, disposta dalla Regione Abruzzo, il carico di lavoro della Unità operativa di Neonatologia di Pescara è notevolmente aumentato», tenendo conto che «si è passati da 101 parti di gennaio 2015 a 146 di gennaio 2016», spiega il sindacalista. «La diretta conseguenza di questo incremento è stata la crescita delle attività assistenziali, ambulatoriali e di consulenza mentre è rimasto immutato il personale infermieristico pediatrico, che risultava già inferiore al previsto per il numero di neonati ricoverati. In terapia intensiva gli infermieri sono 20, distribuiti su tre turni, più tre in servizio solo di mattina, ma sei di loro beneficiano della legge 104 e 16 sono utilizzati per la pronta reperibilità, che porta questi infermieri a lavorare anche nei giorni di riposo nel caso in cui ci sia la necessità di intervenire in quelle strutture prive di terapia intensiva. Al nido, invece, gli infermieri in servizio sono otto, più due puericultrici, su tre turni di lavoro, e altre tre unità disponibili solo la mattina. Anche in questo caso l'organico è insufficiente. Questi carichi di lavoro», dice sempre il sindacalista, comportano «da un lato uno stress psico-fisico che aumenta la probabilità di errori e rende, quindi, inadeguata l'assistenza ai neonati, dall'altro non consente di usufruire di un adeguato numero di riposi e congedi ordinari, e non garantisce il rispetto della disciplina sull'orario di lavoro, contravvenendo alle disposizioni normative e contrattuali». Marcucci indica come potrebbe essere fronteggiata questa situazione, che rischia di diventare emergenza. Per la Uil bisogna pensare a un adeguato aumento del personale infermieristico, «visto l'impegno assunto dalla Regione Abruzzo all'assunzione per la Terapia intensiva neonatale di 6 unità che, tra l’altro, consentirebbero di superare il problema della reperibilità. La delibera della Asl è già pronta e riguarda sei infermiere pediatriche, da individuare nella graduatoria già in essere, ma serve il nulla osta dell'assessore Silvio Paolucci, che ci auguriamo arrivi quanto prima. Per il nido, invece, non abbiamo alcun impegno ad integrare il personale».

La Uil chiede di «rimediare con urgenza» a quello che rappresenta ormai un «problema», se davvero si vuole «garantire una migliore assistenza e un rischio minore sia ai neonati che agli operatori sanitari». Per quanto riguarda le responsabilità, la Uil mette le mani avanti specificando di «declinare ogni responsabilità in ordine ad eventuali disservizi che possono determinare lamentele e denunce degli utenti».

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