Nessun altro contagio. L’assessore: «Frenata consistente, casi già noti»

26 Aprile 2020

PENNE. Zero nuovi contagi nell’ex zona rossa vestina. Nessun nuovo positivo a Penne (per il quinto giorno consecutivo) così come a Civitella Casanova, Farindola e Montebello di Bertona. Ieri a...

PENNE. Zero nuovi contagi nell’ex zona rossa vestina. Nessun nuovo positivo a Penne (per il quinto giorno consecutivo) così come a Civitella Casanova, Farindola e Montebello di Bertona.
Ieri a Civitella si è registrato anche il terzo guarito da Covid-19. La Asl di Pescara ha comunicato che a Penne, finora, sono 74 i pazienti guariti dall’infezione, mentre i ricoverati sono 11, di cui 3 in rianimazione.
Da inizio pandemia sono stati registrati 133 positivi sul territorio comunale (118 sono i residenti a Penne) e 14 deceduti. Quarto guarito anche a Farindola, sui 10 complessivi positivi accertati da inizio emergenza.
Sulla situazione dell’ex zona rossa vestina il Centro ha interpellato l’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì.
Assessore Verì, in tanti si chiedono come mai non siano state effettuate tamponature a tappeto, o quantomeno ai cittadini delle fasce deboli, prima di togliere la zona rossa?
«L'evoluzione casistica dell'ultimo periodo ha registrato una consistente frenata del numero dei contagi nell'area vestina, con una crescita limitata quasi interamente a contatti di casi noti e quindi facilmente tracciabili».
In alcuni comuni del nord, hanno utilizzato laboratori mobili per fare tamponi dal finestrino delle auto. È un’ipotesi percorribile nell’area vestina?
«L'andamento dei contagi nell'area vestina non rende necessario questo tipo di prelievi, che in ogni caso presentano delle criticità dal punto di vista della sicurezza e quindi vanno limitati a situazioni di reale emergenza».
I mancati tamponi a tappeto sono da imputare alla carenza di reagenti a disposizione che affligge Asl e Regioni ?
«Assolutamente no, perché fortunatamente in Abruzzo abbiamo la disponibilità di piattaforme diverse, che quindi anche in caso di carenza di reagenti di un determinato tipo, hanno potuto continuare a lavorare ininterrottamente utilizzando prodotti di marchi diversi. Il limite, come abbiamo spiegato più volte nelle ultime settimane, è legato al processo di analisi del singolo tampone, che impegna la macchina per un intervallo di tempo ‪tra le 5 e le 6‬ ore per ogni gruppo di campione. Se si facessero tamponi a tutti, come del resto non ha potuto fare nessuna Regione italiana, ci vorrebbero mesi per avere i risultati».
È finalmente a disposizione del laboratorio analisi regionale di Pescara il nuovo macchinario per effettuare tamponi in rapida successione. Può confermare l’entrata in funzione dell’apparecchio?
«È arrivato, confermo. Rapida significa che può lavorare circa 2400 campioni al giorno. Entrerà in funzione tra qualche giorno, non appena saranno conclusi i settaggi da remoto con gli Usa».
A molti operatori sanitari del San Massimo, ma anche ai medici di base non è stato effettuato il tampone. Come mai?
«Ci sono delle linee guida nazionali che dispongono le modalità di effettuazione del tampone sugli operatori sanitari»
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