«Niente aiuti al senzatetto» E scoppia il caso sui social

Post indignato scatena insulti all’amministrazione, che ora minaccia denunce De Martinis: «Gli abbiamo offerto aiuto. Danneggiata l’immagine della città»
MONTESILVANO. Un incontro casuale in stazione, una foto scattata frettolosamente e un post pubblicato su Facebook che, in poche ore, diventa virale con quasi 6.000 condivisioni in tutta Italia, altrettanti like e più di 1500 commenti. Il caso che da mercoledì pomeriggio sta animando del popolo del web e gettando fango sull’amministrazione comunale a livello nazionale è quello di un uomo di mezza età che, per una serie di problemi personali, si è ritrovato a chiedere aiuto ai passanti sulle scale della stazione di Montesilvano, esibendo un cartello con scritto “Un po’ di elemosine ho fame. Grazie!”.
È qui che una giovane residente della città adriatica l’ha incontrato e, dopo aver ascoltato la sua storia, ha pubblicato una sua foto e un post in cui si diceva «schifata e indignata dal comportamento del Comune di Montesilvano» che, a detta dell’uomo, non lo avrebbe aiutato. In pochissimo tempo il contenuto è stato condiviso e commentato da migliaia di persone in tutta la Penisola, molte delle quali hanno utilizzato frasi offensive, insulti e addirittura minacce nei confronti della giunta e, in particolare, del sindaco Francesco Maragno. Per non parlare, poi, degli immancabili paragoni razzisti e xenofobi tra gli italiani e gli immigrati.
«È una vergogna come la tecnologia, che dovrebbe essere un supporto virtuoso al lavoro umano, sia invece utilizzata per diffondere notizie o completamente false e diffamanti, o la cui veridicità per pigrizia o ignoranza non viene verificata», commenta il vice sindaco Ottavio De Martinis, chiamato personalmente in causa anche sul social network. «Il signore della foto è conosciuto dal Comune e dai servizi sociali. Questi ultimi hanno in carico il caso e gli hanno offerto anche aiuti concreti».
Una bufala, dunque? No, dal momento che l’uomo in effetti ha oggettive difficoltà economiche. Ma senza dubbio il polverone mediatico e le accuse contro l’amministrazione risultano, a detta dell’amministrazione, assolutamente gratuite, dal momento che il Comune non è mai rimasto sordo davanti alle richieste di aiuto dell'uomo in difficoltà. «Il risultato di questa penosa messinscena, che mina la credibilità dei social network», prosegue De Martinis, «è il danno morale che si è creato nei confronti di quella stessa persona che, forse, inconsapevolmente, non poteva immaginare quali conseguenze avrebbe prodotto l’essersi prestato a farsi fotografare. Altro danno, non secondario, è quello che la città di Montesilvano ha subìto da questa becera operazione di marketing diffamatoria. Da tutta Italia stanno, infatti, arrivando commenti compulsivi e pesantemente denigratori che, rispondendo solo a bassi istinti, o non verificando quanto false siano certe notizie, puntano il dito su un’amministrazione che non può dirsi colpevole di alcunché». Un fenomeno, quello della macchina del fango sui social network, che l’amministrazione comunale conosce bene ma sulla quale, in questo caso, non è disposta a passare sopra, proprio per via della negativa immagine di Montesilvano restituita soprattutto ai turisti che, in alcuni casi, hanno addirittura minacciato di non venire più in vacanza in città. Sembra, infatti, che il Comune sia pronto a rivolgersi alla polizia postale per denunciare eventuali abusi.
«L’amministrazione ha il dovere morale, soprattutto verso i cittadini onesti che utilizzano con intelligenza certi mezzi di comunicazione», chiosa il vice sindaco, «di attivarsi nelle opportune sedi per valutare le conseguenze di operazioni come queste».
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