«No ai rifiuti provenienti dai comuni del Pescarese»

Città Sant’Angelo. Incontro pubblico di Sinistra italiana, Articolo 1, Liberi uguali sul futuro della piattaforma di stoccaggio dopo la fusione tra Linda e Attiva
CITTA’ SANT’ANGELO. Il futuro di Piano di Sacco passa per quello dell’Ecocentro Linda, e Sinistra Italiana vuole contrastare il disegno avviato dalla fusione in Ambiente tra Linda e Attiva, di trasformare la piattaforma di stoccaggio angolana nell’Ecocentro di un’area più vasta: l’idea è che potrebbe servire buona parte della provincia di Pescara. Anche per questo è stato organizzato un incontro lunedì, aperto ai cittadini, durante il quale sono state presentate all’europarlamentare Massimo Paolucci (Articolo 1) e alla deputata Rossella Muroni(Liberi e Uguali) le criticità di Piano di Sacco. Un’area industriale che, secondo Sinistra Italiana, Articolo 1 e Liberi e Uguali, è tale solo sulla carta. Le questioni sul tavolo sono tante: tra queste c’è l’insediamento di Nicolaj, che nell’area vorrebbe realizzare un sito per il lavaggio dei fanghi e del materiale recuperato dai dragaggi. «Da sempre ripetiamo che Piano di Sacco non può essere a destinazione industriale», ricorda il consigliere comunale Alice Fabbiani, «a meno che non venga infrastrutturalizzata». Mancano i servizi, e in particolare la rete idrica che potrebbe tutelare la comunità in caso di incidenti. «Siccome a livello regionale non si riesce a smuovere nulla», va avanti Fabbiani, «abbiamo deciso di approfittare della presenza di Paolucci e Muroni: siamo estremamente contrari al progetto di Nicolaj, l’autorizzazione che hanno ottenuto cinque anni fa, a nostro parere è scaduta, e il progetto va fermato, anche in attesa che la vicenda giudiziaria in cui è coinvolta questa ditta si chiarisca. Sulla vicenda, Paolucci ci ha assicurato che presenterà un’interrogazione europea, mentre Moroni coinvolgerà il ministero dell’Ambiente».
L’obiettivo è limitare l’utilizzo di Piano di Sacco da parte delle aziende del settore rifiuti, perché di tratta di un’area che, secondo Sinistra Italiana, «dovrebbe essere agricola»: l’Ecocentro andrebbe mantenuto a esclusivo servizio del Comune di Città Sant’Angelo. Il matrimonio con Ambiente e Attiva (la municipalizzata che si occupa di igiene urbana del Comune di Pescara) va sfruttato per il “know-how” sulla differenziata, che a Città Sant'Angelo è in grave ritardo, ma senza sfruttare ulteriormente gli impianti Linda o candidare Città Sant’Angelo ad altre strutture di trattamento dei rifiuti. Anche il progetto delle isole ecologiche informatizzate nel centro storico non è condiviso: «Non è giusto che ci sia una disparità di trattamento tra i cittadini del territorio, ed è sbagliato farlo partire in concomitanza con il porta a porta, è uno spreco di risorse». Considerando che sono già state acquistate, la proposta è almeno di distribuirle maggiormente sul territorio: una richiesta alla quale l’amministrazione ha già dato il suo benestare se, una volta partito il nuovo sistema di raccolta differenziata a domicilio, i cittadini ne sentiranno l’esigenza.

