«No ai rifiuti provenienti dai comuni del Pescarese»

25 Luglio 2018

Città Sant’Angelo. Incontro pubblico di Sinistra italiana, Articolo 1, Liberi uguali sul futuro della piattaforma di stoccaggio dopo la fusione tra Linda e Attiva

CITTA’ SANT’ANGELO. Il futuro di Piano di Sacco passa per quello dell’Ecocentro Linda, e Sinistra Italiana vuole contrastare il disegno avviato dalla fusione in Ambiente tra Linda e Attiva, di trasformare la piattaforma di stoccaggio angolana nell’Ecocentro di un’area più vasta: l’idea è che potrebbe servire buona parte della provincia di Pescara. Anche per questo è stato organizzato un incontro lunedì, aperto ai cittadini, durante il quale sono state presentate all’europarlamentare Massimo Paolucci (Articolo 1) e alla deputata Rossella Muroni(Liberi e Uguali) le criticità di Piano di Sacco. Un’area industriale che, secondo Sinistra Italiana, Articolo 1 e Liberi e Uguali, è tale solo sulla carta. Le questioni sul tavolo sono tante: tra queste c’è l’insediamento di Nicolaj, che nell’area vorrebbe realizzare un sito per il lavaggio dei fanghi e del materiale recuperato dai dragaggi. «Da sempre ripetiamo che Piano di Sacco non può essere a destinazione industriale», ricorda il consigliere comunale Alice Fabbiani, «a meno che non venga infrastrutturalizzata». Mancano i servizi, e in particolare la rete idrica che potrebbe tutelare la comunità in caso di incidenti. «Siccome a livello regionale non si riesce a smuovere nulla», va avanti Fabbiani, «abbiamo deciso di approfittare della presenza di Paolucci e Muroni: siamo estremamente contrari al progetto di Nicolaj, l’autorizzazione che hanno ottenuto cinque anni fa, a nostro parere è scaduta, e il progetto va fermato, anche in attesa che la vicenda giudiziaria in cui è coinvolta questa ditta si chiarisca. Sulla vicenda, Paolucci ci ha assicurato che presenterà un’interrogazione europea, mentre Moroni coinvolgerà il ministero dell’Ambiente».
L’obiettivo è limitare l’utilizzo di Piano di Sacco da parte delle aziende del settore rifiuti, perché di tratta di un’area che, secondo Sinistra Italiana, «dovrebbe essere agricola»: l’Ecocentro andrebbe mantenuto a esclusivo servizio del Comune di Città Sant’Angelo. Il matrimonio con Ambiente e Attiva (la municipalizzata che si occupa di igiene urbana del Comune di Pescara) va sfruttato per il “know-how” sulla differenziata, che a Città Sant'Angelo è in grave ritardo, ma senza sfruttare ulteriormente gli impianti Linda o candidare Città Sant’Angelo ad altre strutture di trattamento dei rifiuti. Anche il progetto delle isole ecologiche informatizzate nel centro storico non è condiviso: «Non è giusto che ci sia una disparità di trattamento tra i cittadini del territorio, ed è sbagliato farlo partire in concomitanza con il porta a porta, è uno spreco di risorse». Considerando che sono già state acquistate, la proposta è almeno di distribuirle maggiormente sul territorio: una richiesta alla quale l’amministrazione ha già dato il suo benestare se, una volta partito il nuovo sistema di raccolta differenziata a domicilio, i cittadini ne sentiranno l’esigenza.