«No alle speculazioni edilizie sulle aree che andranno all’asta»

Gli immobili in centro e i terreni sulla riviera messi in vendita dall’Agenzia del demanio Parte il dibattito sulle destinazioni d’uso: c’è chi punta al turismo e chi vuole strutture per la cultura
PESCARA. Due immobili messi in vendita dal demanio e la città s’interroga sulla possibile destinazione. Al pubblico incanto, con un’asta che si terrà il prossimo 2 dicembre nella sede del demanio, in piazza Italia 15, alle 10 (le domande per la partecipazione vanno inviate entro le 16 del giorno prima), infatti andranno un complesso immobiliare, l’ex sede di un conservatorio e di una scuola, la media Muzii, più volte al centro del dibattito cittadino, e un ampio terreno, compresi i fabbricati annessi, per una superficie di 8.474 metri quadrati. Il primo si trova in via Caduti sul lavoro, il secondo, l’ex Enaip, sul viale della Riviera nord, con una base d’asta che sarà, per l’ex scuola media Muzii, di 4.160.000 euro, mentre per l’area della riviera nord si partirà da 6.800.000 euro. E ieri sono spuntate già delle prime idee sui progetti che si potrebbero realizzare sui due siti.
«Si tratta di due aree tra le più appetibili della città», attacca subito il presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci. «Due aree di pregio», prosegue, «in quanto da un lato, per quanto riguarda l’ex scuola, si parla della strada parco, mentre dall’altro, l’ex Enaip, della riviera. Ebbene», precisa Becci, «io credo che nel primo caso una soluzione potrebbe essere quella, attraverso un decreto sviluppo nazionale, di far nascere una zona residenziale. A mio avviso, in questo senso, ci si farà più di un pensiero». Diversa, invece, secondo Becci, l’opzione relativa ai terreni sulla riviera. «Lì vedrei», osserva il presidente dell’ente camerale, «la nascita di un albergo ed escludo che nei due luoghi si possano trovare soluzioni analoghe a quelle che andrebbero prese per l’ex Cofa o per le aree di risulta», conclude Becci.
Diverso è il prospetto del presidente della Fondazione PescarAbruzzo, Nicola Mattoscio, che già in passato si era interessato all’area relativa all’ex scuola media. «Quella è un zona», nota Mattoscio, «che ha una vocazione sia relativa alla formazione, sia alla cultura. E oltremodo ha una vocazione normativa. Pertanto», continua il presidente della Fondazione, il quale è anche docente universitario, «bisognerebbe cercare di individuare delle soluzioni innovative, tenendo presente che in quella zona c’è il Conservatorio, il quale ha dei problemi. Anche nel secondo caso, quello dell’ex Enaip, c’è una tradizione, una storia», evidenzia Mattoscio. «Ma purtroppo potrebbe sorgervi un rischio speculativo e speriamo che non nasca proprio questo tipo di attenzione. Io, invece», specifica Mattoscio, «ci vedrei bene un college, come quel vero spazio che a Pescara non c’è. A Pescara manca», rileva Mattoscio, «quella versatilità necessaria e non c’è mai stata attenzione né verso il ruolo dell’alta formazione, né verso il ruolo della ricerca. Adesso», chiude, «con questa vendita si presenta un’occasione straordinaria».
Più scettico il presidente della Confcommercio, Ezio Ardizzi. «Si tratta sì di aree di pregio», mette in luce il numero uno dell’associazione dei commercianti. «Però non vedo, nelle due zone, granché da fare. E sa perché?», si chiede. «Perché in giro non vedo benefattori, i quali possano realizzare un progetto per simpatia e pertanto, di conseguenza, vedo solo una speculazione edilizia. Quindi», si è domandato ancora Ardizzi, «perché il demanio, invece di vendere, non ha ceduto gli immobili a qualche ente pubblico? Anche attraverso un’offerta agevolata? Poi, se proprio dovessi ipotizzare una soluzione, nell’area dell’ex Enaip vedrei la costruzione di piccole strutture e dei parcheggi. Ma, secondo me», termina il ragionamento, «vi saranno soltanto delle speculazioni».
Chi non ha voluto specificare quali progetti realizzare sulle due aree è il direttore di Confindustria Pescara, Luigi Di Giosaffatte. «Intanto diciamo che i valori indicati dal demanio sui due beni sono congrui al mercato», rimarca Di Giosaffatte. «Solo che», continua, «oggi il mercato immobiliare è sprofondato e non vorremmo che la messa all’incanto rimanesse lettera morta. Sulle possibili soluzioni da adottare sulle due aree, invece», fa sapere il direttore di Confindustria, «noi diciamo che sarebbe meglio sentire i cittadini in proposito. Noi, perciò, siamo pronti a scommettere su un’esigenza che venga dal basso».
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