«Noi investiamo sui più piccoli»

Il sindaco D’Alberto spiega i motivi della performance raggiunta dalla sua città
TERAMO. «I dati relativi all’offerta dei posti negli asili nido e nei servizi prima infanzia, che vedono Teramo come primo capoluogo in Abruzzo, non fanno altro che confermare l’attenzione che questa amministrazione ha sempre avuto rispetto al sistema integrato dello 0-6»,
Così esordisce il sindaco Gianguido D’Alberto che parla di «un approccio che ha superato il vecchio concetto di mero servizio ai genitori, mettendo al centro le bambine e i bambini, considerati veri e propri soggetti attivi del percorso educativo fin dalla nascita».
Il primo cittadino di Teramo quindi afferma al Centro che il suo Comune «ha investito moltissimo, soprattutto negli ultimi anni, promuovendo lo sviluppo di una vera e propria rete tra i servizi educativi e le scuole dell’infanzia. Oggi i nostri nidi sono di fatto un’eccellenza».
«Rispetto a quando ci insediammo per la prima volta, abbiamo più che raddoppiato i posti nei nidi comunali. Dai 100 bambini accolti nelle nostre strutture nel 2018 siamo arrivati ai 258 attuali, salvando i nidi pubblici grazie a una gestione integrata del servizio e bandendo il primo concorso dopo 40 anni per assistenti educativi. Inoltre, estendendo il percorso pedagogico del Comune anche ai nidi privati, abbiamo garantito a tutte le famiglie lo stesso servizio, evitando che potessero esserci nidi di serie a e di serie b».
L’analisi del sindaco di Teramo si sofferma poi sui servizi dedicati all’infanzia riservati alle fasce più deboli della popolazione: «A partire dall’introduzione dell’esenzione per quanto riguarda le tariffe dei nidi per i redditi fino a 8.000 euro di Isee, con l’applicazione della tariffa puntuale per tutte le altre fasce. Esenzione», spiega inoltre D’Alberto, «che abbiamo esteso, per i redditi fino a 8mila euro e per altre situazioni di particolare fragilità, anche per mense e trasporto. I risultati che abbiano ottenuto», conclude, «sono frutto di un lavoro di programmazione, e sono stati possibili grazie al coinvolgimento di tutti gli attori: dagli assessori e i nostri uffici, alle associazioni e a tutti gli educatori e le educatrici che sono patrimonio e anima del sistema dei nidi». (l.c.)

