«Noi, laureati e operai con il sogno di tatuatori»

Ecco chi sono i ragazzi iscritti al primo corso: c’è anche chi arriva da Potenza
PESCARA. Sono giovani, vivaci e tatuati. Ma anche seri, rigorosi e con le idee ben chiare sul futuro. È questo l’identikit dei ragazzi pronti a frequentare il primo corso per «operatori di tatuaggi e piercing» in Abruzzo. Dal 6 febbraio scorso, per i prossimi mesi e per un totale di 400 ore (a pagamento), si sederanno sui banchi di scuola dell’agenzia di formazione Best Ideas di Francavilla, ente accreditato dalla Regione.
Hanno storie di vita diverse, ma in comune una passione che sperano possa diventare lavoro. E a giudicare dalle lunghe liste d’attesa dei tatuatori più noti, come i docenti del corso Lorenzo Di Bonaventura e Stefano Polidoro, hanno scelto un settore che non sembra sentire la crisi. Intanto, sono tornati a scuola.
Dall’accademia ai tattoo. Marzia Galasso ha 32 anni e in tasca una laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna, col massimo dei voti. «È stata una casualità, ero appassionata di un programma tv sui tatuaggi e mio fratello mi ha regalato un kit per imparare», racconta, «la fortuna ha voluto che conoscessi Paolo Pisciotti (il terzo docente del corso), è con lui che ho iniziato a lavorare». Un po’ di gavetta come in ogni mestiere e poi Marzia ha spiccato il volo. «Venendo da una scuola dell’arte sono rimasta fedele alla matita, alla pittura, al bianco e nero realistico. Sento di aver trovato la mia strada». Ma quali sono i tatuaggi più gettonati? «I personaggi di Tim Burton e della Disney. Le scritte, piacciono molto le frasi delle canzoni. Ma realizzo anche disegni di animali: ho tatuato il ritratto del mio gatto sul mio fidanzato!». Le liste di attesa sono lunghe, tanto che per un tatuaggio di dimensioni medie si possono aspettare anche un paio di mesi. «Il nostro è uno dei pochi lavori che non ha subito la crisi. Negli ultimi anni è proprio esplosa la moda a tutti i livelli: si tatuano commercialisti avvocati poliziotti e finanzieri. E poi tanti ragazzi, anche minorenni che vengono con l'autorizzazione dei genitori, a loro volta amanti dei tatuaggi. Ci sono le personalità più diverse: una ragazza tatuata dal collo in giù e i calciatori famosi». Realizzare tatuaggi e piercing è un lavoro particolare, come l’hanno presa i tuoi genitori? «Mio padre mi ha sempre appoggiato perché lui avrebbe voluto per se stesso una carriera artistica. Mia mamma invece, subito dopo la laurea desiderava per il mio futuro qualcosa di diverso, poi però ha capito che è un lavoro che funziona. E io sono felicissima: sono poche le persone che come me possono dire di fare qualcosa per cui hanno studiato». E per quanto riguarda il lato sicurezza? «Questo corso è importante anche sotto questo profilo, perché convalida la competenza. In ogni caso, dipende dall'attrezzatura che si usa: deve essere professionale e certificata. Gli inchiostri di oggi sono diversi da quelli di una volta, hanno una qualità molto più elevata. E poi ci sono dei colori illegali in Italia». E se qualcuno arriva e vuole lo stesso tatuaggio di un rapper o di un calciatore? «Tentiamo di scoraggiare chi viene ispirandosi a personaggi famosi. Il tatuaggio è un modo di pensare, non è una moda».
Il metalmeccanico e le geishe. Roberto Rotolone è di Ripa Teatina, ha 38 anni ed è un metalmeccanico con una passione speciale, coltivata in un momento difficile della sua vita. «Ero in mobilità, e siccome sono appassionato di disegno mi sono avvicinato al mondo dei tatuaggi», racconta, «così, invece di stare a spasso, ho affiancato per qualche mese un tatuatore di professione e ho capito che era quello che volevo fare». Da lì al corso, reso obbligatorio da una delibera della Regione approvata il 23 maggio 2014, il passo è stato breve. «Mi piace tatuare, mi piacciono i tatuaggi, mi sono iscritto al corso. La mia passione è questa, mi piacerebbe lasciare la fabbrica prima o poi e aprire il mio studio». Un uomo grande e grosso come Roberto nutre una passione per una delle espressioni più raffinate del mondo dei tattoo. «Mi piace lo stile giapponese: geishe, carpe, fiori di ciliegio. Ma apprezzo molto anche i tribali maori. Da questo corso mi aspetto di imparare e di evolvermi. Voglio affrontare nuove sfide a livello artistico». E i colleghi di fabbrica che dicono? «Ne ho tatuati parecchi e sembrano soddisfatti».
Via da Potenza per un sogno. Quando la passione è forte, non c’è sfida che tenga. E Ivan Lambardella, 21 anni, lo sa bene. Lui che ha lasciato il suo paese d’origine, Francavilla in Sinni, nella provincia Potentina, per trasferirsi a Pescara e frequentare il corso da tatuatore. «Ho trovato lavoro in un call center per mantenermi qui durante questi mesi», spiega, «ho questo sogno fin da piccolo, e per inseguirlo ho abbandonato anche l’università». E cosa ti aspetti dal corso? «La possibilità di avviarmi pienamente nel mondo del tatuaggio, lavorando con un diploma valido sia a livello burocratico che a livello pratico. I nostri insegnanti sono dei veri e propri artisti, da loro voglio apprendere il più possibile per prepararmi a esperienze internazionali tra Londra, Berlino e Amsterdam. Ma alla fine vorrei aprire un posto mio nella mia terra, la Basilicata». Qual è il tuo stile preferito? «Mi sto avvicinando allo stile New School: è uno stile che tende a rappresentare la realtà ma in maniera più deforme, accentuando alcuni particolari, come un coniglio con i denti più grandi delle orecchie».
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