«Noi mamme costrette a pagare il privato»
Nel 2014 sono stati ammessi al nido privato grazie ai fondi della Regione che consentivano l’equiparazione ai nidi comunali ma ora i fondi della Regione sono finiti e 4 bambini si sono trovati nell’im...
Nel 2014 sono stati ammessi al nido privato grazie ai fondi della Regione che consentivano l’equiparazione ai nidi comunali ma ora i fondi della Regione sono finiti e 4 bambini si sono trovati nell’impossibilità di proseguire, alle stesse condizioni, il percorso didattico avviato negli anni scorsi. La segnalazione arriva dalle mamme di due bimbe di 2 anni che si sono trovate costrette a scegliere se frequentare lo stesso asilo, pagando come privati, oppure se ricominciare altrove, cambiando maestre e amici. Le due mamme hanno provato di tutto e chiesto al Comune di intervenire per risolvere questo problema, perché sarebbero stati sufficienti «poco più di 12mila euro» per coprire le spese delle rette e risolvere la questione. «Ma non è stato possibile trovare una soluzione», dice l’assessore Di Iacovo, che ha partecipato a una serie di riunioni anche con il personale delle Politiche sociali, nel tentativo di attingere ai fondi dell’altro assessorato. E così la mamma di una delle bimbe ha deciso di accollarsi le spese del nido privato e di proseguire il percorso didattico e altre tre mamme hanno anticipato l’ingresso alla materna. Ma il disappunto resta: «Sarebbe stato opportuno saperlo dall’inizio, per frequentare lo stesso nido per tre anni di seguito».

