«Noi siamo salvi grazie alla riviera ma c’è chi sfreccia»

6 Novembre 2014

PESCARA. Se non ci fossero la riviera, il porto turistico e la strada parco, Mauro Trubiano, Mario De Benedictis e Fulvio Traino proprio non saprebbero dove portare i «camminatori» e cioè i nuovi...

PESCARA. Se non ci fossero la riviera, il porto turistico e la strada parco, Mauro Trubiano, Mario De Benedictis e Fulvio Traino proprio non saprebbero dove portare i «camminatori» e cioè i nuovi seguaci del city walking, quelli che si allenano nel modo più normale possibile: camminando in città. «Ma è necessario stare al sicuro», avverte Trubiano, ideatore con De Benedictis, il fratello dell’olimpionico della marcia Giovanni, e Traino dell’associazione Passo Logico, «per questo scegliamo luoghi protetti. Camminare al di fuori di queste aree sarebbe troppo pericoloso. Addirittura», spiega Trubiano, «a volte si corrono rischi anche quando si va a camminare o a correre sulla riviera perché non tutti hanno il buon senso di rispettare le regole». Il riferimento è, ovviamente, ai ciclisti: «Soprattutto nel tratto che va dall’altezza di piazza Duca degli Abruzzi fino alle Naiadi», fa notare Trubiano, «la pista ciclabile non è delimitata se non per un colore diverso e per differenza nella pavimentazione. Per questo, può accadere che i ciclisti, soprattutto nei tratti con le curve, invadano il resto del lungomare. Che, però, con le aiuole e gli alberi non è che sia poi così grande. E poi c’è chi, in bici, va veloce e, addirittura, ci sono anche quelli che sfrecciano con le biciclette elettriche. Ecco perché», dice Trubiano, «è necessario stare attenti. Io dico che serve buon senso».

Trubiano, appassionato di corsa e triatleta con partecipazioni a competizioni internazionali, si definisce un «podista perseverante» e i suoi occhi vedono una città a misura di sportivo: «Pescara dal punto di vista morfologico offre spunti e condizioni favorevoli per chi vuole fare sport. Addirittura, si può andare a correre anche di notte senza mai lasciare un percorso protetto come accade sulla riviera». E i numeri del progetto dei camminatori danno ragione a Trubiano: «Abbiamo iniziato con un gruppetto di tre persone e adesso siamo già quasi quaranta. È un allenamento alla portata di tutti, dalla casalinga agli atleti, come Vanessa Tomei, che gareggia nella Nazionale giovanile di marcia. Il nostro progetto punta a migliorare la mobilità in maniera semplice».

Nel direttivo di Passo Logico anche Ornella Di Menna e Roberta Gasbarri De Benedictis, figlia di Mario. ©RIPRODUZIONE RISERVATA