Nomine e nuovi fondi riaccendono lo scontro

Salta il voto sullo spoil sytstem e spuntano 1,3 milioni per l’aeroporto
L’AQUILA. La maggioranza torna a essere granitica e vota il rinvio strategico delle nomine negli enti vigilati della Regione. L’opposizione prova a contenere il centrodestra ma poi si divide in aventiniani, che abbandonano il campo, e combattenti che restano in trincea per una strenua difesa, votando no a una Omnibus di fondi a pioggia e contributi istituzionali che ha riacceso lo scontro.
A dominare le sei ore di Consiglio regionale, andate in scena ieri pomeriggio all’Aquila, è stato il caos. Ma tutto è cominciato con un munito di raccoglimenti in memoria di Romeo Ricciuti, politico abruzzese d’altri tempi, morto poche settimane fa, che ha segnato un lungo periodo della storia della nostra regione. Quei sessanta secondi sono stati l’unico attimo di pace che ha preceduto lo scontro monopolizzato dal centrodestra che è incappato in un solo incidente di percorso, nella Commissione Bilancio della mattina, quando ha rischiato di finire sotto, con il voto finito 11 a 11, sul bilancio Consuntivo presentato dall’assessore FdI, Mario Quaglieri. Ma il aula, sotto lo sguardo della presidente della giunta, Marco Marsilio, tutto è tornato apposto per FdI, Lega e Forza Italia che hanno toccato l’apice della compattezza alle 20,29 esatte.
SCATTA IL RINVIO.
Massimo Verrecchia, capogruppo di FdI, come da copione studiato a tavolino 24 ore prima, ha chiesto il rinvio delle nomine di presidenti e cda di Ater, Adsu, Ersi, Consorzi di Bonifica e Arap, perché in realtà la “spartizione” delle poltrone ha ancora bisogno di qualche ritocco, ma lui ha scaricato la responsabilità dello slittamento al 29 ottobre sull’opposizione. E dai banchi del Patto per l’Abruzzo, il dem Antonio Blasioli ha replicato dando del “Pinocchio” al meloniano. Subito dopo, il presidente Lorenzo Sospiri, ha fatto votare la richiesta che naturalmente è passata a maggioranza, spalancando le porte alla manovra immediatamente successiva e inattesa: il via libera a una nuova Omnibus, composta da 19 emendamenti agganciati a una “leggina” e spuntata all’ultim’ora, determinante per ricompattare il centrodestra.
Fondi a pioggia che hanno spinto il capogruppo M5S, Francesco Taglieri, ad annunciare l'abbandono dell'aula, denunciando che questa è «una omnibus immorale che genererà altri debiti fuori bilancio”. A ruota lo hanno seguito il leader dell’opposizione Luciano D’Amico e il capogruppo Pd, Silvio Paolucci.
Ed ecco una parte dell’elenco dei finanziamenti proposti dal centrodestra.
DAI SARTI AL G7.
Rifinanziata la legge che sancisce il riconoscimento di Penne come Città della sartoria artigianale (5mila euro); incrementato per il 2024 lo stanziamento destinato alle funzioni pubbliche svolte dall’aeroporto d’Abruzzo (1.300.000 euro); previsto un finanziamento destinato a iniziative sportive di carattere nazionale ed internazionale (1.300.000 euro); stanziati, per il 2024, fondi per il sostegno alla scuole per attività e servizi, 200mila euro, e 300mila euro per piccoli interventi di edilizia. E ancora: 25mila euro per per la promozione dell’educazione alla legalità e garantire il diritto alla sicurezza dei cittadini; l’integrazione degli stanziamenti per il “Microcredito per la creazione di nuove imprese femminili” e “Microcredito per i giovani”(3.600.000 euro); 1.150.000 euro per la partecipazione della Regione Abruzzo all’evento Expo Osaka 2025. Disposta una variazione di bilancio «per consentire il supporto tecnico e l’implementazione dei servizi del Dipartimento agricoltura» (150mila euro). Previste ulteriori risorse per la comunicazione turistica (582.065 euro per ciascuna annualità del biennio 2025-2026). E per contribuire alle spese connesse allo svolgimento del G7 è stato concesso un contributo straordinario al Comune di Pescara di 500mila euro.
Un emendamento che i pochi rimasti dell’opposizione non hanno votato, spingendo Sospiri ad esclamare: «Eccoli i No global!». Facciamo infine tre passi indietro per raccontare cos’è accaduto prima.
GLI OPERATORI SANITARI.
Ad inizio seduta il presidente del Consiglio regionale, ha accolto l'appello di una rappresentanza di lavoratori Oss dell'Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, comunicato in aula dalla pentastellata Erika Alessandrini, che hanno chiesto di essere ascoltati dai capigruppo. La delegazione ha quindi invitato i rappresentanti istituzionali regionali a sollecitare lo scorrimento delle graduatorie esistenti, per procedere alla stabilizzazione dei contratti. L'incontro è stato presieduto dalla vicepresidente del Consiglio, Marianna Scoccia. Ha partecipato anche Paolo Gatti, presidente della Commissione sanità e, in rappresentanza della Giunta, il vice presidente, Emanuele Imprudente.
TAPPO AL TRAFORO.
«Marsilio se ci sei batti un colpo!». A lanciare la provocazione è stato il consigliere regionale del Pd, Sandro Mariani, che ha denunciato il totale silenzio del governatore sul tema che in questi giorni sta infiammando il dibattito politico regionale, ovvero l’avvio dei lavori sul traforo del Gran Sasso che hanno portato con sé le immancabili polemiche legate alle code chilometriche sulla A24 e i disagi per chi sceglie di percorrere la Statale 80 invasa dai cantieri. Puntuale, su questo argomento, anche l’intervento dell’aquilano, Pierpaolo Pietruccio. Ma Marsilio non ha risposto ai due dem.
ACQUA TORBIDA.
C’è stato anche il tempo per un fuori programma che ha visto protagonista Pepe. Lo racconta egli stesso: «Durante la seduta del Consiglio Regionale, ho consegnato all’assessore Quaglieri l'acqua proveniente dagli appartamenti delle case Ater di Giulianova», dice il consigliere del Pd. «Erano stati gli inquilini di via Di Vittorio il 27 settembre, in occasione della mia visita ispettiva insieme ad una delegazione del Partito Democratico, a consegnarmi la bottiglietta d'acqua inquinata che sgorga ormai da troppo tempo dai rubinetti delle case di edilizia residenziale pubblica di proprietà della Regione»
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