Non c’è più acqua, case a secco No al riempimento della piscina

Disagi sempre più gravi a Penne: i distacchi anche di pomeriggio. L’agricoltura ora è in ginocchio Il sindaco Petrucci: «Pronti a chiedere lo stato di calamità alla Regione, speriamo nella pioggia»
PENNE . L’emergenza idrica a Penne è sempre più grave. Oltre alle programmate chiusure nelle ore notturne, l’Aca da due giorni ha avviato chiusure straordinarie anche di pomeriggio, dalle 15 alle 18, sul serbatoio centrale della città. In difficoltà soprattutto tante attività che, prive di autoclave, non possono lavorare. Le chiusure pomeridiane dovrebbero continuare anche nei prossimi giorni. E la crisi idrica sta complicando anche le operazioni di riapertura della piscina comunale: i vertici Aca, al momento, hanno vietato il riempimento della vasca di Penne. Il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, e l’assessore allo Sport Emidio Camplese stanno cercando di trovare un compromesso, magari riempendo la vasca nelle ore notturne, in modo da non inficiare il flusso idrico in modo pesante. Fino a domani è sempre stabilita la chiusura notturna (dalle ore 22 alle 6) del serbatoio principale di Penne, che rifornisce costantemente oltre tremila utenze. Nonostante ciò la limitazione non sarà sufficiente a garantire l’approvvigionamento per tutto il periodo di agosto.
Oltre alla carenza delle piogge, influisce notevolmente sulla situazione anche la dispersione idrica dovuta alle condutture vetuste. Il sindaco Petrucci, nei giorni scorsi, ha anche emanato un’ordinanza di divieto dell’uso improprio dell'acqua: vietato il lavaggio di cortili, piazzali e strade private; il riempimento di piscine ad uso privato; l’irrigazione di orti e giardini; il lavaggio domestico di automezzi e spazi esterni e ogni altro utilizzo estraneo alle norme del contratto di erogazione per le forniture ad uso domestico. «Siamo in piena emergenza e se non dovesse piovere nei prossimi giorni, rischiamo di non avere più acqua dai nostri rubinetti», spiega Petrucci. «Penne e i comuni dell’Area vestina sono i centri più colpiti dalla siccità: la diga è senza acqua da fine giugno, i laghi e pozzi sono a secco e le sorgenti di Farindola sono ridotte ai minimi termini, tant’à che l’Aca ha razionalizzato l’acqua potabile durante la giornata. Le aziende agricole e gli allevamenti sono in sofferenza, la raccolta del foraggio per gli animali è ridotta, ridotta anche la produzione di latte e i campi sono secchi. Chiederemo al presidente della Regione Abruzzo di valutare lo stato di calamità naturale per l’area vestina. Contestualmente», conclude il sindaco, «dobbiamo organizzare un tavolo permanente per potenziare approvvigionamento di acqua».
Dal 10 luglio scorso il Consorzio di bonifica centro, che gestisce l’invaso pennese, ha interrotto l’erogazione idrica dalla diga. Uno stop, che ha generato notevole disagio alle circa 400 aziende agricole dell’area vestina, dovuto alla concomitanza di due fattori: da un lato l’ormai prossimo raggiungimento del livello minimo di invaso, dall’altro la necessità di proseguire i lavori di manutenzione straordinaria dell’infrastruttura idraulica.

