«Non ci sono soldi per il personale»

23 Settembre 2015

Acerbo accusa: mai istituite le sedute aggiuntive. Paolucci: cure recuperate

PESCARA. Il caso della Radioterapia rotta di Pescara, non ancora risolto con i pazienti che aspettano di sapere dove e quando potranno fare i trattamenti, diventa anche terreno di scontro politico. L’assessore regionale Pd alla Sanità Silvio Paolucci dice: «Si aspetta da qualche settimana un pezzo di ricambio dalla Germania che dovrà arrivare a Pescara ma nello stesso tempo si sono già attivate presso le altre Asl il recupero di tutte quelle sedute che per quello stesso motivo a Pescara adesso sono ferme. Ma il tutto è già in itinere da diversi giorni, credo da 48 ore dopo che è avvenuto il problema». Paolucci parla di «prove documentali» e dice che «a Chieti è stato introdotto un turno supplementare dedicato esclusivamente ai pazienti di Pescara». A quanto risulta al Centro, la Radioterapia di Chieti ha messo a disposizione personale e mezzi dalle 20 alle 24 solo per 16 pazienti di Pescara ma l’accordo tra le Asl non è stato ancora fatto. Altri 30 pazienti pescaresi sono inseriti durante i turni diurni.

Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista contesta Paolucci: «La dichiarazione di Paolucci», dice, «purtroppo non corrisponde alla realtà dei fatti e segnala una conoscenza assai superficiale della vicenda. Non è assolutamente vero che dopo 48 ore dalla rottura del macchinario a Chieti e Teramo sia stato attivato il turno serale 20-24». Il macchinario di Pescara si è rotto il 20, l’ordine del ricambio è stato fatto il 24. Siamo al 23 settembre e il turno serale a Chieti non è stato ancora istituito perché non c’è accordo su chi debba pagare lo straordinario del personale. «Suona tragicomico che l’assessore dica che tutto va bene e che tutto è in itinere da dopo 48 ore», dice Acerbo, «Se dirotti i malati di una Asl sulle altre senza aumentare i turni e quindi il numero dei trattamenti giornalieri è evidente che si allungano le liste di attesa. Fino a oggi nessun turno aggiuntivo è stato previsto a Chieti e Teramo e posso facilmente indicare all’assessore il motivo: per far funzionare quelle macchine c’è bisogno di un personale specializzato che le conosce e quindi per aggiungere un turno bisogna pagare lo straordinario a chi già le fa funzionare durante la giornata. Non dovrebbe essere un problema ma lo diventa se non lo si affronta».

Paolucci bolla come «strumentali» le accuse di Acerbo. «Invece di offendere chi segnala problemi e indica anche soluzioni», dice Acerbo, «l’assessore alla Sanità si attivi come suo dovere».