«Non ho più clienti nuovi Così rischio di chiudere»

5 Agosto 2017

MONTESILVANO. «Sto rischiando la chiusura dell'attività perché non ho più clienti nuovi. Mi rimangono solo quelli fidelizzati, per fortuna e li ringrazio, ma così non si può andare avanti». Va dritto...

MONTESILVANO. «Sto rischiando la chiusura dell'attività perché non ho più clienti nuovi. Mi rimangono solo quelli fidelizzati, per fortuna e li ringrazio, ma così non si può andare avanti». Va dritto al punto l'imprenditore di origini comasche Bruno Bischi, da 28 anni residente a Montesilvano, titolare dell'hotel Le Nazioni di via Bradano.
«Questa città sta diventando terra di barboni e disperati», prosegue l'albergatore, «e noi cittadini e lavoratori del settore turistico siamo esasperati per quanto sta accadendo dentro un pezzo di pineta divenuto un accampamento naturale. Ormai la pineta non è più dei montesilvanesi, ma di queste persone che ne hanno preso possesso e la stanno violentando tra spaccio, prostituzione e bivacchi, proprio nel bel mezzo della stagione turistica». Una situazione «che sta degenerando e che non è più accettabile, noi non ci arrenderemo fino a che non sarà ripristinata la legalità in questo quartiere, con un presidio permanente delle forze dell'ordine, altrimenti il nostro destino imprenditoriale è segnato».
Osvaldo Cucciniello, del "Comitato di via Firenze" chiede l'intervento di Manola Musa, nuovo assessore alle Politiche sociali, l'istituzione delle telecamere nel quartiere e luci potenti nella pineta. E segnala le altre criticità del territorio: «Controlli urgono nell'ex albergo Paradiso tra via Napoli e via Firenze, abbandonato al degrado da troppo tempo e sicuramente violato da altri accampamenti clandestini».
Fari puntati sullo Sprar di via Napoli, 3, nelle vicinanze del lungomare: «Diventerà un altro ghetto. Vi saranno ospitate 15 donne con altrettanti bambini, che saranno inseriti in un contesto sociale dove l'integrazione è assente», conclude Cucciniello. Tra i manifestanti, Carola Profeta, attivista dei Fratelli d'Italia che chiede «maggiore coordinamento tra le forze dell'ordine». (c.co.)