Non pagati biglietti per 7 milioni «Sui bus i controllori sono pochi»

10 Febbraio 2024

I sindacati denunciano: aumenta l’evasione tariffaria, ecco come si è originato il buco di bilancio alla Tua La Filt Cgil: per recuperare le perdite, si tagliano i costi del personale. De Angelis: subito sette assunzioni

PESCARA. Sette milioni di euro di biglietti non pagati. È questo il grande numero che i vertici della Tua spa, l’azienda di trasporto regionale, hanno presentato ai sindacati. Sono sempre di più quelli che non pagano i biglietti dei bus e, adesso, quel buco di bilancio finisce al centro di uno scontro tra azienda e sindacati. Ieri, i sindacati hanno protestato sotto alla sede pescarese in via San Luigi Orione con bandiere, striscioni e cartelli: «Basta fare il bilancio sulle spalle dei lavoratori».
SENZA PAGARE «Ormai i verificatori sono davvero pochi e non possono controllare fino in fondo», spiega il sindacalista Giammaria Ferrante, coordinatore rsa Filt Cgil di Pescara, «tanti sono andati in pensione e l’azienda non li ha rimpiazzati. Il risultato è che così si incentiva l’evasione tariffaria». In tanti viaggiano a scrocco e, senza controlli, il rischio è che questo numero aumenti ancora di più assottigliando le entrate. «E poi», conferma Filippo Tassinari, segretario provinciale della Faisa Cisal, «la rete di vendita dei biglietti non è adeguata e la domenica è quasi impossibile acquistarne uno; a bordo dei mezzi tante macchinette per l’acquisto dei biglietti non funzionano e non accettano il pagamento con il bancomat; inoltre, l’azienda non vuole che siano gli autisti a vendere i biglietti. Ecco perché, rispetto al 2019, la cifra incassata dall'azienda con la vendita dei titoli di viaggio è diminuita di 7 milioni: in questo modo, dopo l’emergenza Covid», dice Tassinari, «l’evasione è diventata dilagante».
intesa dopo la protestA I lavoratori della Tua sono in stato di agitazione: ieri, in occasione del terzo incontro della procedura di raffreddamento e conciliazione, hanno incontrato il presidente Gabriele De Angelis; mercoledì prossimo, toccherà alle sigle provinciali. E De Angelis annuncia che è stata trovata «una convergenza su punti strategici»: «Incremento della sicurezza, assunzione di 20 nuovi conducenti entro la prima decade di marzo (7 subito), trasformazione dei contratti in full time per il personale di manutenzione entro il 2024». Secondo De Angelis, «il personale inidoneo verrà utilizzato prevalentemente per attività di supporto al trasporto pubblico e lotta all’evasione. Verrà istituito un osservatorio di monitoraggio congiunto tra sindacati e azienda».
l’agitazione resta De Angelis parla di «azienda in salute» e «visione orientata al futuro», ma non basta a far rientrare lo stato di agitazione. E Ferrante riassume così il timore dei sindacati: l’azienda vorrebbe imporre ai suoi oltre 900 autisti «turni più lunghi, con più tempo alla guida nonostante il troppo stress psicofisico, i carichi di lavoro eccessivi e i salari bassi», dice, «negli anni stiamo assistendo una svalutazione sociale di questo lavoro: tanti in graduatoria rifiutano l’assunzione e tanti si licenziano. Inoltre, se ci sono diversi inidonei il motivo è anche questo».
APPELLO ALLA POLITICA «Tra il personale della Tua», continua il sindacalista Filt Cgil, «c’è malcontento e la politica regionale, che dovrebbe supervisionare sulla gestione dell'azienda e, quindi, anche sulle scelte per il personale, non lo fa. La Regione lascia campo libero al management aziendale e questi sono i risultati». «Qui si taglia di tutto con il beneplacito della Regione», dice Tassinari, «è difficile prendere un giorno di ferie e avere i permessi, anche nei casi previsti dalla legge 104. Ci sono autisti che, durante il turno di lavoro, non si alzano per più di 4 ore e non riescono nemmeno ad andare al bagno. La situazione è al limite e i cittadini devono saperlo perché i trasporti sono la seconda voce di spesa per la Regione: con l’Irpef pagata da tutti i lavoratori abruzzesi, si finanziano anche i trasporti».