«Non si abbatte il simbolo di una città»

Francavilla, il regista teatino Luciano Odorisio scrive al comitato che dice no alla demolizione di Palazzo Sirena
FRANCAVILLA. Contro la demolizione di Palazzo Sirena, «emblema culturale e storico di Francavilla», si schiera il regista Luciano Odorisio, originario di Chieti. Il progetto di buttare giù la parte più vecchia, realizzata durante il ventennio fascista, del monumentale edificio nel cuore di Francavilla è stato rilanciato nei giorni scorsi dal sindaco Antonio Luciani. Le dichiarazioni del primo cittadino, che ha confermato e riportato in auge un'idea già espressa nel suo primo mandato, non sono piaciute al comitato Risorgi Sirena, presieduto da Pierfrancesco Fimiani: «Il sindaco Luciani ha ripreso l'offensiva per la demolizione di palazzo Sirena. Il comitato, preoccupato ma non rassegnato, sta lavorando alacremente per evitare questa scellerata operazione. Tante persone si sono unite a noi con attestazioni di condivisione e vicinanza. Tra queste vi è la netta presa di posizione del noto regista e sceneggiatore Luciano Odorisio che conosce bene la città».
Il regista teatino ha inviato da Roma una lettera al comitato per spiegare le ragioni del suo no alla demolizione. «Negli anni in cui sono stato ospite di Francavilla, la Sirena ha rappresentato per me, la mia famiglia, per i miei amici, e le numerose compagnie di attori che ho ospitato, il simbolo turistico di riferimento del centro città. Fra gli artisti amo ricordare Michele Placido, Giuliana De Sio, Angela Molina, Adalberto Maria Merli, e un grande attore originario di Francavilla, il conte Guido Celano, ben conosciuto, insieme alla sorella, maestra Celano». Odorisio apprezza l'ampliamento del Palazzo realizzato in tempi più recenti: «Mi fa piacere che sia stato l'ampliato, richiamando altresì il glorioso periodo di cultura michettiana. L'intero edificio non può che rappresentare l'emblema culturale e storico per l'intera cittadinanza e non comprendo la necessità di privarlo di una parte fondamentale, a mio parere nevralgica e assolutamente da rivalutare con opportuni interventi di lungimiranti esperti. Il cuore storico del Palazzo, non può che tornare a essere protagonista della vita sociale».
Il sindaco invece pensa che quella parte del Palazzo, decrepita e in disuso, rappresenti un peso morto nell'assetto della città, un freno per il rilancio della piazza, e che sia dunque uno spazio da restituire ai cittadini: «Quell'edificio, per più di 20 anni, è rimasto chiuso, contenitore di degrado e di sporcizia, inutilizzato e inutilizzabile, e le amministrazioni che si sono succedute non hanno fatto in modo che tutto questo cambiasse. Noi sì. Abbiamo deciso di restituire alla città uno spazio che cambierà il volto del centro della marina. I francavillesi lo meritano».
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