Non si ferma all’alt con l’auto rubata, preso

12 Dicembre 2018

I carabinieri inseguono sulla Tiburtina un 38enne che nascondeva nel veicolo arnesi per i furti

PESCARA. Ha cercato di sfuggire ai carabinieri che gli hanno imposto l’alt. Ma è stato bloccato e poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di Enrico Fanesi, 38 anni, volto già noto alle forze di polizia.
Due sere fa l’uomo, che era alla guida di una Y10, ha incrociato una pattuglia dei carabinieri in via Lago di Capestrano. Erano quasi le 21. Vedendo la pattuglia, e sapendo di viaggiare su un’auto rubata, ha accelerato, non volendo finire nei guai. E invece non ha fatto altro che attirare l’attenzione dei carabinieri, che hanno fatto inversione di marcia e intimato l’alt al conducente della Y10, che nel frattempo cercava di allontanarsi. Dopo un breve inseguimento sulla Tiburtina, l’uomo ha abbandonato l’auto e ha cercato di far perdere le tracce fuggendo a piedi. Ma il suo tentativo di fuga è durato appena un decina di metri. Perché gli uomini dell’Arma, agli ordini del capitano Antonio Di Mauro, lo hanno fermato.
Per lui il controllo è proseguito in caserma, dove è stato condotto dai militari che lo avevano intercettato e poi bloccato. Una volta completati tutti gli accertamenti sul suo conto, si è scoperto che l’auto che guidava era stata rubata soltanto qualche ora prima nella zona dei Colli. Tra l’altro si è provveduto anche a eseguire una perquisizione, sempre all’interno dell’auto. E nel mezzo i carabinieri hanno trovato due “spadini”, cioè parti di chiavi metalliche limate all’estremità generalmente utilizzate per forzare il blocchetto di avviamento dei veicoli.
Non dovrà rispondere, quindi, soltanto di resistenza, ma anche di ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari, in attesa della convalida e della direttissima.