«Non si senta mai solo: ci siamo noi al suo fianco»
PESCARA. «Battere la mafia si può, se ognuno fa il proprio dovere. Facciamo tesoro delle parole del magistrato, noi giovani dobbiamo essere i cani da guardia del potere». Così Laura Rapali, 24 anni,...
PESCARA. «Battere la mafia si può, se ognuno fa il proprio dovere. Facciamo tesoro delle parole del magistrato, noi giovani dobbiamo essere i cani da guardia del potere».
Così Laura Rapali, 24 anni, studentessa di giurisprudenza all'università di Teramo che si rivolge a Di Matteo, come una figlia a un padre: «Non si senta mai solo, oltre alla scorta ci siamo noi e c'è la gente comune».
All'incontro con il magistrato che da anni indaga sulla criminalità organizzata, erano presenti centinaia di studenti delle scuole medie e superiori di Pescara e provincia: i licei scientifici Galilei e Da Vinci; l'alberghiero De Cecco che ha curato l'accoglienza degli ospiti nella sala D'Annunzio; gli istituti comprensivi di Bucchianico, Miglianico e Spoltore; la media Antonelli; l'istituto omnicomprensivo Spaventa di Città Sant'Angelo; il liceo scientifico D'Ascanio e l’Itc Alessandrini di Montesilvano.
Alcuni ragazzi hanno consegnato la cittadinanza onoraria a Di Matteo insieme ai sindaci del territorio di riferimento. Andrea Di Clemente della quarta B liceo D'Ascanio di Montesilvano: «Il cuore batte forte al pensiero di un uomo che vive blindato. Stringergli la mano è stata una grande emozione, vorrei tanto sapere come si vive con la consapevolezza che ogni giorno potrebbe essere l'ultimo».
«Nutro un sentimento di grande rispetto per il coraggio di vivere una vita sotto scorta», il commento, invece, di uno studente di origini lituane, Armandos Radziunas della classe V C dell'istituto tecnico Vincenzo Moretti di Roseto. (c.c.)
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