Notte di paura nell’epicentro: in centinaia dormono in auto

9 Novembre 2019

La terra continua a tremare a Balsorano e San Vincenzo Valle Roveto: oltre 30 scosse ieri I racconti: «Fuggiti in strada, è un incubo». E scatta l’allerta arancione per il maltempo

BALSORANO. Hanno atteso l’alba del giorno dopo a bordo delle auto, sotto la pioggia battente. In una notte da incubo dopo la principale scossa di 4.4. Centinaia di persone in preda alla paura, alimentata da uno sciame sismico di giorni, non se la sono sentita di rientrare a casa a Balsorano e San Vincenzo Valle Roveto, mentre chi lo aveva fatto, ha cambiato idea dopo la scossa di magnitudo 3.5 pochi minuti dopo mezzanotte.
SI DORME IN AUTO. «Ero appena rientrato», racconta Pasquale Paki Troiani, cuoco e artista, residente davanti al castello di Balsorano, «quando ho sentito la seconda scossa: ho preso un altro cappotto, sono uscito di casa e mi sono allungato nell’auto fino al mattino. Non è stata una bella esperienza, speriamo sia finita». Copione simile in quasi tutto il paese, dove centinaia di persone hanno dormito nelle auto davanti alla scuola, dove l’amministrazione comunale, con l’ausilio di Protezione civile regionale e volontari della confraternita Misericordia di Balsorano e San Vincenzo, aveva piazzato le brandine per accogliere gli “sfollati del terremoto”. Qui i volontari ha assistito una decina di anziani. Fuga impossibile, invece, per Salvatrice Bufalino, che dopo aver avvertito la forte scossa, nella sua casa a Balsorano Vecchio, il centro raso al suolo del terremoto del 13 gennaio 1915, non è riuscita ad andare oltre la tettoia di casa. «Sono uscita per la forte paura», racconta la donna, «ma dopo un po’, quando è arrivato mio figlio, sono rientrata in casa, poiché non mi sento molto bene». Gente in auto anche nelle frazioni montane e a San Vincenzo: qui le brande fornite dalla Protezione civile di Carsoli e Balsorano, piazzate nella palestra comunale, sono rimaste semivuote. «È venuta meno di una decina di persone», affermano gli amministratori Carlo Rossi e Umberto Niscola, in prima fila al fianco del sindaco Giulio Lancia, nel centro operativo aperto dopo la scossa delle 18.35 di giovedì. «Alla prima scossa», racconta Daniela Valentini, una giovane mamma di Roccavivi, «quando alcuni oggetti sono volati a terra e ha tremato tutta la casa, ho preso le mie figlie e sono uscita di corsa. Qui, in strada e nella piazza, c’erano tante altre persone in preda alla paura. Poi, visto il tempo non proprio favorevole, ho preso le mie figlie e sono rientrata». Non aveva fatto i conti con madre natura: 19 minuti dopo la mezzanotte, infatti, la terra è tornata a ballare, dando il via alla fuga definitiva. «A quel punto», conclude la donna, «sono fuggita e ho raggiunto la piazzetta piena di compaesani impauriti dal sisma. Qui, come tutti gli altri, mi sono rifugiata dentro l’auto fino al mattino, con mia figlia, mentre l’altra ha passato la notte nella macchina coi miei genitori. È stata una notte da incubo, anche per il freddo».
MARSILIO IN VISITA. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, accompagnato dal suo capo di gabinetto, Massimo Verrecchia, ha visitato i centri colpiti dal sisma, dove ha incontrato i due sindaci, Antonella Buffone e Giulio Lancia, per poi fare il punto coi vertici della Protezione civile regionale e comunale impegnati nei luoghi dell’epicentro. «La macchina regionale e comunale della Protezione civile ha reagito bene. Quando è arrivata la scossa più forte», dichiara Marsilio, «dopo lo sciame sismico precedente, a Balsorano era già tutto pronto e in pochi minuti è stata attivata la sala operativa regionale, aperti i Coc e i centri di accoglienza allestiti nei Comuni. La macchina era pronta a reagire all’emergenza. Lo spiegamento di forze ha fatto sentire protetti i cittadini. La speranza è che lo sciame si fermi. Tuttavia, terremo aperte le strutture di accoglienza ancora un paio di giorni e seguiremo con attenzione l’evolvere della situazione. Spero che l’evento sismico faccia riflettere il governo e il parlamento, in occasione dell’approvazione del decreto-sisma, affinché siano accolte le istanze dei territori che convivono con quest’emergenza».
I SOPRALLUOGHI. Allestita la macchina dei soccorsi e dell’ospitalità, è scattata la prima fase di verifica alle strutture e alle infrastrutture, con un occhio anche a frane e smottamenti, in particolare sul versante della frazione di Collepiano, alimentate dalle forti piogge: sull’area, infatti, è scattata l’allerta meteo arancione.
PONTE SUL LIRI. Sotto il pilone centrale del ponte che collega la provinciale con Collepiano, nell’alveo del fiume Liri, sono incastrati numerosi tronchi da rimuovere: il sindaco Buffone con i vigili del fuoco dopo un sopralluogo sul posto hanno chiesto alla Protezione civile di rimuovere il materiale.
UNITÀ DI CRISI. Per effettuare un controllo a più ampio raggio sulle scuole e sulle strutture pubbliche, i sindaci hanno chiesto ai vigili del fuoco di attivare un’unità di crisi: le operazioni di verifica con l’ausilio degli uffici tecnici dei Comuni entreranno nel vivo oggi.
SI CHIEDONO VERIFICHE. «Superata la fase dell’assistenza ai cittadini», afferma Antonella Buffone, «i Coc e i centri di accoglienza resteranno ancora aperti, nella malaugurata ipotesi che il sisma continui a farsi sentire. Ora, con l’ausilio degli specialisti di Protezione civile e vigili del fuoco, attiveremo la fase di controlli nelle scuole e nelle strutture pubbliche». L’operazione verifica danni scatterà anche nel territorio di San Vincenzo Valle Roveto. Anche qui il primo cittadino, Giulio Lancia, che ha lasciato aperti sia il Coc che la palestra comunale «per seguire gli eventi e assistere i cittadini» ha segnalato ai vigili del fuoco numerose strutture da verificare, in sinergia con l’ufficio tecnico: priorità al ponte sul fiume Liri che collega la frazione di Roccavivi con l’uscita dell’ex superstrada, la scuola materna e la chiesa del capoluogo, nonché le vecchie chiese di Morrea e San Giovanni Vecchio, l’ex asilo di Roccavivi. Poi la ricognizione per piccoli crolli di muri e frane.
LIEVI DANNI. In attesa delle verifiche ufficiali, finora sono stati accertati alcuni smottamenti di pietre nell’area del centro storico di Balsorano e qualche piccola frana per le piogge che stanno battendo la Valle Roveto. In entrambi i centri rovetani le scuole restano chiuse anche oggi, mentre riaprono negli altri comuni della Marsica.
PONTI E FERROVIE. Continuano i controlli sulla linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca, dove in attesa del via libera degli addetti ai lavori, atteso per oggi, alcune corse su ferro sono effettuate con bus sostitutivi. Sul versante autostrade, invece, le verifiche dei tecnici della società concessionaria, Strada dei parchi, hanno escluso danni alle infrastrutture. Traffico regolare anche sull’ex superstrada del Liri, dove l’Anas ha avviato i controlli su ponti e viadotti.
LE ALTRE SCOSSE. Dalla mezzanotte di giovedì e fino a ieri gli strumenti dell’Ingv hanno registrato altre 34 scosse tra Balsorano e il vicino paese di Pescosolido, in provincia di Frosinone. Ragione per cui l’allerta rimane elevata.
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