Nove vittime, ma calano i contagi

Altri 2.828 casi, Parruti mantiene alta la guardia: «I nostri ospedali restano pieni»
Nove morti e altri 2.828 positivi. Scende il numero di casi ma sono ancora tanti i decessi di persone con il Covid. E l’infettivologo Giustino Parruti mantiene alta l’attenzione: «I nostri ospedali restano pieni».
ALLERTA ALTA
L’esperto invita a mantenere alto il livello di guardia: «La situazione è molto delicata. È vero che si parla di un picco dei contagi raggiunto, ma i numeri sono ancora molto alti: «Rimaniamo con migliaia di nuovi casi al giorno e ciò rende tutto molto più complicato in termini di assistenza. Il fatto che ci sia stata un’iniziale discesa nel numero assoluto dei casi, non vuol dire ancora una riduzione dell’esigenza assistenziale. Anzi, siamo nel picco di tutto questo». Poi l’infettivologo aggiunge: «I malati nelle strutture ospedaliere aumentano, anche perché stanno crescendo i focolai nell’ambito delle strutture riabilitative residenziali, per cui ci aspetta un periodo difficile».
IL BOLLETTINO
Intanto gli ultimi dati sulla situazione epidemiologica confermano un calo del numero dei casi: sono 2.828 quelli registrati nelle ultime ore, di cui 1.739 emersi da test antigenico. Sette giorni prima erano 3.394. Il più giovane nuovo positivo è un bambino di appena due mesi della provincia di Teramo, il più anziano una donna 95enne della provincia di Chieti. In Abruzzo sono 111.354 le persone attualmente alle prese con il virus. Il record di nuovi casi appartiene alla provincia di Chieti, che ne conta 753. Seguono quella pescarese con 721 casi, teramana con 666 positivi e infine la provincia dell’Aquila con 592 contagi. Sono in corso di accertamento, invece, 59 nuove positività, mentre 37 sono fuori regione. Tra le città con più nuovi casi il primato va a Pescara, che ne fa registrare 257, poi Montesilvano con 147, Avezzano 142, Teramo 134, L’Aquila 105, Chieti 99, Vasto 95, Lanciano 63, San Salvo 53 e Spoltore 51.
I DECESSI
Resta alto il dato sui morti, visto che se ne sono registrati ben nove nelle ultime ore. Hanno un’età compresa tra 64 e 96 anni. Nello specifico si tratta di una 64enne di Sulmona, un 77enne di Pescara, una 87enne di Chieti, un 89enne di Bucchianico, una 71enne di Alanno, una 96enne di Civitella del Tronto, una 88enne di Roccaraso ed una 82enne di Fossa, a cui si aggiunge una persona residente fuori regione.
IN OSPEDALE
Scende, seppur solo di uno, il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva: sono attualmente 36. Sono quattro in meno le persone ricoverate in area medica, 412, mentre aumentano di 2.807 quelle in isolamento domiciliare. Il tasso di occupazione in area medica è del 31 per cento, a fronte di una soglia da zona arancione che è fissata al 30, quella delle terapie intensive si ferma al 20 per cento, proprio sulla soglia da arancione.
CARICO suGLI OSPEDALI
Sulla situazione dei ricoveri si è soffermato Parruti, rimarcando la necessità di decongestionare gli ospedali. In tal senso dalla Regione è arrivato il provvedimento che prescrive alle quattro Asl di avvalersi delle case di cura private accreditate della Regione stessa per l’assistenza dei pazienti Covid che necessitano di ospedalizzazione, ma non sono così gravi da avere bisogno di trattamenti di terapia intensiva o sub intensiva. «È un aspetto importante», sottolinea l’infettivologo, «anche perché rimane la fortissima domanda di malati non Covid-19 per cui non possiamo assolutamente ridurre la nostra attività di assistenza».
VARIANTI
Infine sulla Omicron 2, di cui si è iniziato a parlare insistentemente negli ultimi giorni: «L’Abruzzo è una zona di circolazione congiunta Omicron e Delta», conclude Parruti, «questo rende possibile l’evoluzione genomica del Covid. Dobbiamo stare molto attenti perché è possibile che emergano nuove varianti».

