Nunzio diventa Santo Gli abruzzesi esultano

In migliaia, anche dall’estero, hanno partecipato all’evento atteso da 182 anni Tra la folla in paese anche i discendenti di un miracolato dal giovane fabbro
PESCOSANSONESCO. Tutti in piedi per San Nunzio Sulprizio. L’applauso commosso e liberatorio delle migliaia di fedeli stretti nel santuario di Pescosansonesco, è scattato alle 10.30 quando papa Francesco, dal maxischermo in diretta tv, ha pronunciato il nome di quel «santo giovane, coraggioso e umile» che da ieri è diventato santo.
Un momento solenne che i pescolani non dimenticheranno mai. E che hanno vissuto insieme ai pellegrini arrivati dai paesi del circondario ma anche da Canada e Stati Uniti. Devoti da tutto il mondo ieri affollavano il paesello arroccato intorno alla Fonte di Riparossa. Tutti attendevano questo momento da 182 anni. Da quando il “santarello” è spirato a Napoli il 5 maggio 1836, tra sofferenze indicibili e una vita breve (19 anni e 22 giorni) segnata da lutti e patimenti.
FINALMENTE. L’attesa è finita ieri, tra «lacrime, brividi e forti emozioni» ha raccontato chi c’era in quel santuario stracolmo di gente e intriso di fede e speranza. Davanti ai loro occhi la teca contenente la salma del santo, il cui capo, il prossimo 11 novembre, a circa un mese dalla canonizzazione, sarà adorno di aureola e giglio della purezza tra le mani. Le offerte sono state copiose dopo l’appello di don Marco Pagniello, vicario episcopale per la carità, che ha officiato la messa solenne accompagnato da uno stuolo di concelebranti. «L’insegnamento di San Nunzio», ha detto il sacerdote dal pulpito, «è quello di amare incondizionatamente. Malgrado le sofferenze, lui non si piangeva mai addosso e trovava sempre la forza di amare gli altri. San Nunzio ci dimostra che si può andare oltre i propri limiti con l’aiuto di Dio. Lasciamoci guidare dal suo esempio che aiuterà tutti noi a diventare un po’ santi».
ARRIVA IL VESCOVO. Tra un mese, sarà il vescovo monsignor Tommaso Valentinetti a rendere gli onori al nuovo santo d’Abruzzo (il quinto) nel corso di una cerimonia liturgica che si terrà nel santuario (anche parrocchia San Giovanni Battista) dove ieri è stato proiettato un filmato (peccato per l’acustica non proprio perfetta) sulla vita e le opere del santo.
Nunzio sarà «molto amato dai giovani» è l’auspicio del rettore del santuario don Mauro Pallini ieri in piazza San Pietro a guidare la delegazione abruzzese insieme al sindaco di Pesco Nunzio Di Donato e ad altri sindaci dei paesi vicini.
IL MIRACOLATO. Alla cerimonia di novembre è stato invitato anche il tarantino Pasquale Bucci, uno dei tre miracolati che hanno consentito al Beato Nunzio di diventare Santo. Bucci è già conosciuto dai pescolani che lo hanno accolto con calore, tempo addietro, quando il trentenne è arrivato in sordina nel paese a 540 metri di altitudine e 50 chilometri da Pescara. A Taranto c’è una chiesa dedicata a San Nunzio. Il giovane ha sofferto a causa di un incidente stradale con la moto, avvenuto nel 2004. Entrò prima in coma e poi in stato vegetativo. Se non fosse intervenuto il miracolo, avrebbe subìto danni neurologici gravissimi. Ma Nunzio gli andò in sogno e lui guarì. L’altro miracolo riconosciuto dalla Chiesa riguarda una ragazza napoletana colpita da tumore che mise il santino di Nunzio sotto il cuscino e guarì.
INNI SACRI. Tra la folla c’erano i discendenti del giovane operaio dell’Ottocento, risalenti al ramo dei Luciani (Rosa Luciani era la madre di Nunzio) e si allunga l’elenco di coloro che vantano l’appartenenza alla famiglia del Santo di Pesco vecchio e nuovo. Dopo Cesira Luciani Cassiani e Roberto Luciani, sono da citare le sorelle di Cesira, Flora e Giuseppina con i figli Patrizia e Americo, Marco e Valerio e il nipote Stefano. E ancora, Luisa Luciani, figlia di Nicola.
Padrone di casa, è stato ieri, il vicesindaco Aldo Luciani che ha curato la regia dell’evento in collaborazione con lo schieramento della security (cento unità tra carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco, protezione civile, polizia provinciale, 118) coordinata da Alessio D’Alfonso, comandante della stazione dei carabinieri di Torre de’ Passeri.
Gli inni sacri del coro polifonico di Torre, 32 elementi, hanno fatto da sottofondo alla cerimonia. Da Alanno, Remo Angelucci, presidente del comitato feste, sottolinea: «Noi lo abbiamo sempre chiamato San Nunzio, oggi abbiamo solo l’ufficializzazione». Da Torre, Silvana Sbaraglia, consigliere di opposizione al Comune, col marito Natale Di Battista, fa notare che la santificazione è un punto di partenza: «Molto c’è ancora fa fare, tra segnaletica, cartellonistica e messa in rete dei Comuni circostanti che dovranno lanciare il turismo del territorio legato al Santo». Il bacio dei bimbi a San Nunzio, le foto, i selfie, l’ostia sacra anche per i celiaci, i video di Rosario De Santis, le preghiere, hanno concluso lo storico evento. Poi, in piazza, il panino con la porchetta.
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