Nunzio, la prima uscita da santo Oggi la processione in paese

21 Ottobre 2018

Alle 10.15 la replica della formula di canonizzazione di papa Francesco, poi la messa di don Mauro La teca sarà trasportata da uomini in tuta da operaio. A Pesco sono attesi migliaia di pellegrini

PESCOSANSONESCO. La prima volta di San Nunzio. Santo da appena sette giorni, stamani, dopo le 11, Nunzio Sulprizio, canonizzato da Papa Francesco domenica scorsa, uscirà in processione da Riparossa e incontrerà il popolo dei devoti. Scenderà tra la sua gente, lungo le vie del borgo natio.
A Pescosansonesco l’emozione è fortissima. Sono attese migliaia di pellegrini. Per questa comunità, e per tutte le altre confinanti, «Sant Nunzie», come da tempo immemore viene appellato, è santo da sempre.
Ali di folla commossa e in preghiera lo saluteranno, baciando la teca trasparente nella quale è deposto da 53 anni, che sarà trasportata da una quindicina di compaesani abbigliati in tuta blu da lavoro. Il santo operaio, protettore degli invalidi e delle vittime del lavoro, tra gli operai del paese della Val Pescara.
La solenne cerimonia nella rinnovata chiesa-santuario (fortemente voluta dal compianto vescovo monsignor Antonio Iannucci) inaugura la prima settimana dalla santificazione in Vaticano, seguita al riconoscimento di tre guarigioni miracolose che riguardano un pescolano, una napoletana e un tarantino.
L’avvio delle celebrazioni alle 10.15 con i fedeli che ascolteranno la registrazione della formula di canonizzazione da San Pietro e, subito dopo, sarà trasmesso il brano “Dall’incudine al cielo”, composto per l’occasione, dal cantautore di Città Sant’Angelo, Tony Nevoso. A seguire, la santa messa celebrata dal rettore don Mauro Pallini. Poi, l’urna del santo, (normalmente posizionata accanto alla fonte della rocca di Riparossa dove l’adolescente Nunzio andava a rinfrescarsi la piaga purulenta, causata dal tumore osseo che lo aggredì al piede sinistro all’età di 14 anni ) sarà presa a spalla e portata in processione dal santuario lungo via Le Croci, piazza Porta Nuova, via San Rocco e ritorno nella piazza centrale e di nuovo in chiesa. Un breve viaggio di fervore religioso, accompagnato da canti e litanie, dalle melodie della banda Città di Chieti, dai fuochi pirotecnici, che apriranno e chiuderanno i festeggiamenti di oggi.
Don Luca Anelli è stato rettore del santuario (dal fascino mozzafiato perché ancorato alla roccia) per 14 anni, dal settembre 1994 allo stesso mese del 2008. Ma è stato anche, per otto anni e mezzo, vice postulatore della causa di canonizzazione del beato. La sua gioia è immensa: «Durante la proclamazione in Vaticano mi sono commosso», racconta, «ripensando anche a tutti gli sforzi compiuti in questi anni per raggiungere l’obiettivo. La tribolazione e l’attesa non è stata inutile».
Don Rodolfo Soccio, ex parroco della chiesa Beata Vergine del Rosario di Pescara che nel giugno scorso ha ospitato il santo, da neo cappellano del carcere San Donato ha annunciato un pellegrinaggio dei detenuti, a Pesco.
Le celebrazioni in onore del santo, onorato anche a Napoli dove è morto giovedì 5 maggio 1836, alle ore 16, riprenderanno il prossimo 11 novembre quando l’arcivescovo della diocesi di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, deporrà sul suo capo l’aureola benedetta e il giglio immacolato tra le mani. Prosegue la colletta, lanciata da don Marco Pagniello durante l’omelia di domenica scorsa, per l’acquisto dei simboli sacri. Chi vuole partecipare alla raccolta fondi, può rivolgersi in parrocchia.
Nei giorni scorsi, davanti al santo si sono fermati in preghiera padre Guglielmo Alimonti, figlio spirituale di San Pio da Pietrelcina, trascinatore di folle alla Madonna dei Sette Dolori di Pescara e monsignor Camillo Cibotti, responsabile dei santuari di Abruzzo e Molise.