Nuova giunta, è scontro totale Ora la Lega è pronta alla rottura

22 Giugno 2019

Finisce male la riunione tra i partiti della coalizione: Masci va su tutte le furie, in fumo l’accordo  E il Carroccio abbandona il tavolo per protesta: «Il sindaco non ci può imporre le sue scelte»

PESCARA. Ore 22: la delegazione della Lega abbandona il tavolo della coalizione sbattendo la porta. Si è concluso così, ieri notte, il vertice convocato dal sindaco Carlo Masci nel suo studio di via Venezia con i partiti per definire la composizione della nuova giunta. Doveva essere la riunione conclusiva, perché oggi il neo primo cittadino avrebbe dovuto annunciare pubblicamente i nomi di tutti gli assessori.
Ma l’incontro tra gli alleati del centrodestra non poteva finire peggio. L’accordo non solo non è stato trovato, ma ora si rischia addirittura la rottura tra Masci e la Lega. Il Carroccio ha abbandonato il tavolo con il sindaco che è andato su tutte le furie e ora non si sa che cosa potrà accadere. C’è chi ipotizza il varo temporaneo di una giunta incompleta e chi vede uno scenario ancora più nero con una squadra senza componenti della Lega.
Ma sono solo voci. Quello che è certo è che i partiti del centrodestra al primo confronto hanno fatto scintille. E secondo indiscrezioni, ieri notte sarebbero stati informati della situazione il coordinatore regionale della Lega Giuseppe Bellachioma e persino il leader nazionale Matteo Salvini. Nessuna conferma, ovviamente. Ma le dichiarazioni raccolte all’uscita della riunione non lasciano ben sperare. «Masci non ci può imporre le sue scelte», hanno detto gli esponenti che facevano parte della delegazione.
Lo scontro si è consumato all’inizio della riunione, quando il sindaco ha reso noto il suo piano per la giunta. Piano che prevedeva tre assessorati per la Lega e non quattro come richiesto, di cui due per le donne. A quel punto, il vertice si sarebbe animato e alcuni presenti hanno raccontato che Masci si sarebbe messo ad urlare dopo il rifiuto netto del Carroccio. Secondo lo schema del sindaco, sarebbero dovuti entrare in giunta per la Lega Gianni Santilli, Maria Rita Carota e Maria Luigia Montopolino, anche se circola la voce che le due donne non sono intenzionate a fare gli assessori. Sarebbe rimasto fuori Adelchi Sulpizio e non sarebbe scattato il posto in consiglio per il quarto dei non eletti, Mauro Renzetti che, dicono alcuni, godrebbe dell’appoggio dell’assessore regionale Nicoletta Verì. Al Carroccio sarebbe andata, in compenso, anche la presidenza del consiglio comunale da assegnare a Marcello Antonelli. Il no della Lega, guidata dal coordinatore provinciale Luca De Renzis e dal vice Ricardo Chiavaroli, sarebbe stato netto.
Tra l’altro, il Carroccio aveva avuto un sentore già in mattinata che le scelte di Masci non erano quelle sperate. Per questo, il partito si era riunito con coordinatori e consiglieri per decidere la linea da seguire. Ma il piano di Masci non avrebbe scontentato solo il Carroccio. Anche Fratelli d’Italia, che sperava in due assessorati per altrettanti uomini, sarebbe rimasta fortemente delusa. In base allo schema del sindaco, sarebbero dovuti entrare in giunta un uomo Alfredo Cremonese e una donna Maria Rita Paoni Saccone, lasciando fuori l’altro consigliere eletto, Fabrizio Rapposelli.
Sarfebbe andata meglio, invece, a Forza Italia che avrebbe visto entrare in giunta due uomini, Luigi Albore Mascia ed Eugenio Seccia e una donna, Isabella Del Trecco. Anche l’Udc avrebbe visto accogliere la sua richiesta di un assessorato per Massimiliano Pignoli. Tra l’altro, l’Unione di centro aveva riunito in mattinata il suo direttivo per studiare un piano, nel caso in cui Masci non avrebbe assegnato l’assessorato a un esponente del partito. L’Udc aveva minacciato di andare all’opposizione in tutte le amministrazioni in cui è presente a livello regionale.
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