«Nuova Pescara, adesso superiamo i campanili»

11 Agosto 2018

L’associazione che ha voluto la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore  chiede alla Regione una task force di tecnici e si appella ai sindaci: tutti uniti

PESCARA. È il momento della soddisfazione, per chi ha sempre voluto la Nuova Pescara e ha spinto per la fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore formalizzata nei giorni scorsi con una legge approvata in Consiglio regionale. Ma non solo. Per l’associazione Nuova Pescara, guidata da Marco Camplone, è anche il tempo di programmare le mosse future, perché il via libera della Regione è solo un inizio.
La prima scadenza importante è quella del 31 agosto, quando si riunirà l’assemblea costitutiva, composta dai consiglieri comunali dei tre centri che eleggeranno una commissione per predisporre lo statuto. Ma già dopo Ferragosto l’associazione intende attivarsi per incontrare i sindaci dei tre Comuni, tra fine agosto e metà settembre. «Saranno giorni di duro lavoro», dice Camplone perché i tre comuni vanno «messi insieme superando divergenze e ostruzionismo». Il rappresentante dell’associazione chiede ai sindaci di Montesilvano e Spoltore, Francesco Maragno e Luciano Di Lorito, da sempre contrari, di «essere parte attiva» e di non «sentirsi sconfitti». «I punti di forza sono di gran lunga superiori rispetto ai punti di criticità»: ne è convinto Carmine Salce, vice presidente della Camera di Commercio Chieti - Pescara che crede di poter convincere i politici a superare «le perplessità» mostrate fino ad oggi. Anche perché la Nuova Pescara può essere un’occasione di «crescita della classe politica che può trovare nuova linfa in un contesto di 200mila abitanti».
Sono certi della bontà del progetto i rappresentanti delle varie realtà che aderiscono all’associazione Nuova Pescara, a partire dall’Ascom Abruzzo, con Angelo Allegrino. «Non è più il tempo del “piccolo è bello”. Bisogna unirsi e fare forza. D’altronde a livello regionale ci sono state già delle unioni a livello di organizzazioni». Nel mondo sindacale la Cisl ha vissuto un passaggio di questo genere. «Oggi abbiamo la Cisl Abruzzo-Molise», ricorda Alberto Corraro dell’Adiconsum. A livello locale è stato necessario accettarlo «per rendere il sindacato più efficiente ed efficace e un po’ per volta mugugni e bandierine si sono abbassati. Per la Nuova Pescara», prosegue, «andrà combattuta la sindrome da assorbimento che ha colpito i comuni di Montesilvano e Spoltore. È questa la sfida e ce la possiamo fare coinvolgendo la cittadinanza».
Intanto un primo obiettivo è stato raggiunto, con l’approvazione della legge dopo 4 anni dal referendum che ha portato i cittadini ad esprimersi sulla fusione. «È stata imboccata la strada giusta. E adesso bisogna fare in modo che quello che c’è sulla carta diventi realtà superando i campanili», commenta Carlo Nicoletti parlando a nome di Franco Danelli, per la Confcommercio. «Se le comunità sono una contro l’altra non facciamo il bene di nessuno», mette in guardia Graziano Di Costanzo della Cna e bisogna pensare alla «crescita del territorio», suggerisce Nicoletta Di Gregorio dalla fondazione Pescarabruzzo. Proprio dalla fondazione, con il direttore Nicola Mattoscio, arriva la richiesta alla Regione di «istituire una task force di funzionari di supporto per gli adempimenti tecnico amministrativi, visto che si va incontro a un procedimento complesso». E la parola d’ordine deve essere «massimo consenso. I più titubanti devono mettersi in gioco».