«Nuova Pescara, la fusione dal primo gennaio 2019»

30 Settembre 2017

Il delegato regionale ai Trasporti, Camillo D’Alessandro, parla di accelerazione del progetto di legge sull’unico ente comunale con Montesilvano e Spoltore

PESCARA. La Nuova Pescara nascerà. Sarà forse un parto complesso, ma la Regione è favorevole e sta accelerando per definire il progetto di fusione dei tre Comuni entro il primo gennaio 2019. Parole di Camillo D’Alessandro. L’impegno, rilanciato dal delegato ai Trasporti della giunta regionale D’Alfonso, scaturisce anche dalle sollecitazioni del comitato promotore, Nuova Pescara, che chiede al governo regionale di definire il più presto possibile gli adempimenti di legge, nel rispetto della volontà popolare espressa con il referendum consultivo del 2014, quando il 64% dei votanti di Pescara, Montesilvano e Spoltore, hanno detto sì a un solo Comune e a un solo sindaco alla guida delle tre città.
D’Alessandro, a che punto è la fusione dei tre Comuni metropolitani?
La proposta di legge numero 206 del 2016 che istituisce il Comune di Nuova Pescara sarà all’ordine del giorno della prima riunione utile della commissione consiliare e, nel giro di due sedute, approderà in Consiglio regionale per l’approvazione.
A tre anni dal referendum, il progetto sembrava arenato. Come se da parte della Regione vi fosse la tentazione di rinviarlo sine die. Percezione errata?
Non siamo affatto di fronte a un’elusione del risultato del referendum. Si tratta di un tempo assolutamente ragionevole, tenendo conto che non ci sono precedenti in Italia, nella storia recente, di fusioni di Comuni con queste dimensioni, e che le stesse normative nazionali sono state immaginate e scritte per fusioni di piccoli Comuni.
Cosa contiene la proposta di legge: è una sintesi dei due disegni elaborati dalla maggioranza o prevede un’integrazione con il terzo testo presentato dal M5s?
È il progetto depositato su iniziativa del presidente, Luciano D’Alfonso, che riassume le proposte migliori della maggioranza. Abbiamo due doveri: il primo, rispettare l’esito referendario; il secondo è quello di fare la migliore legge possibile. Non vogliamo creare il caos dopo il primo giorno di approvazione.
Si procede con i tempi di adozione annunciati?
La Nuova Pescara partirà il 1° gennaio 2019, allontanando il pericolo di una fusione a freddo e immaginando un processo che non comporti ricadute negative per imprese e cittadini nella qualità e nei costi dei servizi. Sarà l’assemblea congiunta dei tre Consigli comunali a sovrintendere all’attuazione del processo di fusione, e a predisporre, attraverso un’apposita commissione, lo statuto provvisorio del nuovo Comune.
Non è previsto un organismo esecutivo?
Un ruolo fondamentale è riconosciuto al comitato ristretto per il processo di fusione, che sarà istituito entro 30 giorni dall’approvazione della legge. Sarà composto dal presidente della Regione e dai sindaci dei tre Comuni, assistiti dai funzionari delle amministrazioni e da esperti, che potrà certamente avvalersi del contributo dei comitati nati sul territorio.
Quali compiti avrà il comitato?
Dovrà predisporre il programma generale per la fusione, da sottoporre all’approvazione dei Consigli comunali. Disciplinerà le indicazioni operative per avviare subito l’integrazione di funzioni e servizi tra i tre Comuni e il loro allineamento istituzionale.
Chi controlla il processo di fusione?
Costituiremo un Osservatorio regionale tecnico per monitorare l’intero processo. Sarà redatta una relazione conclusiva di fattibilità, da trasmettere ai Consigli comunali entro il 31 marzo 2018».
I Consigli comunali potranno integrarla, bocciarla. O potranno solo accoglierla?
Prima di inviare il lavoro definitivo, il documento sarà al centro di un confronto preventivo con le amministrazioni comunali. C’è poi sempre l’autonomia dei Consigli e la libera determinazione. Certo, non consegneremo un pacco chiuso.
Partire dalla fusione dei Comuni senza agire prima sulle reti infrastrutturali e, in particolare sui trasporti e la mobilità urbana, non è un po’ come voler acquistare un bel vestito cominciando dal cappello?
Stiamo parlando di un’area che non è solo territorialmente contigua ma, di fatto, ha già interconnessioni e servizi che la rendono unica.
Ritiene lo standard dei servizi attualmente esistente all’altezza di una città europea?
L’ideale sarebbe stato partire da una rete infrastrutturale migliorata, pur tuttavia dobbiamo prendere atto della volontà espressa dai cittadini. I quali, evidentemente, avvertono la necessità di andare oltre l’esistente. Diciamo che si parte da una fotografia per poi scattarne un’altra.
Quali ostacoli vede ancora sulla strada della fusione?
Ora è essenziale approvare la proposta di legge, affinché le fasi operative partano immediatamente. La gradualità dovrà essere uno dei principali tratti distintivi di un razionale processo di fusione. Aggiungo che un procedimento di tale complessità non potrà essere portato a compimento prescindendo dalla collaborazione degli enti comunali coinvolti, rispetto ai quali la legislazione regionale incontra limiti di competenza a vantaggio della norma nazionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA