Nuova Pescara, la Provincia c’è De Martinis: «Subito un tavolo»

28 Marzo 2022

Il presidente accoglie l’appello pubblico a supportare i tre comuni coinvolti nel processo di fusione Ma puntualizza: la proposta di rinvio non va demonizzata. Senza un percorso attento, risultati nefasti

MONTESILVANO. Risponde subito all’appello il presidente della Provincia Ottavio De Martinis. Dopo la chiamata del senatore Luciano D’Alfonso, che nei giorni scorsi ha chiesto pubblicamente a De Martinis un coinvolgimento diretto dell’Ente nel supportare i tre comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore verso la fusione, il presidente della Provincia si fa trovare pronto. Anzi, dice subito: «Ritengo assolutamente opportuno che l’ente Provincia reciti un importante ruolo nel processo di nascita della Nuova Pescara, una nuova città di 200mila abitanti che avrà effetti di varia natura sull’intero territorio provinciale».
La prima cosa, dice De Martinis, sarà quella di farsi promotore «di un incontro tra i tre sindaci per la costituzione di un tavolo di lavoro intercomunale allargato a figure professionali e universitarie capaci di imprimere una giusta, ma soprattutto competente spinta al processo di fusione dettato dalla legge». Ma, anche in veste di sindaco di Montesilvano, ribadisce quanto emerso dalla riunione del centrodestra sul rinvio della fusione, dal 1° gennaio 2023, al 2027: «Nessuno dei tre sindaci ha mai posto in essere azioni volte ad ostacolare il processo di fusione. Vorrei ricordare a chi in questi giorni si è alternato sui giornali al fine di demonizzare una proposta di rinvio del termine fissato dalla legge regionale, richiamando fantomatici benefici di carattere personale, che negli ultimi anni nessuno si è sottratto per propria volontà alle proprie responsabilità. Qualcuno ha dimenticato in fretta quanto la pandemia mondiale abbia condizionato la nostra vita e quanto per lunghi mesi la politica tutta si sia dovuta adoperare al fine di prestare assistenza alle famiglie. Questo, e solo questo, ha rallentato un processo che, peraltro, per sua importanza e complessità, non deve essere tassativamente ricondotto a improbabili scadenze. Del resto anche il senatore D'Alfonso durante la sua ultima dichiarazione, attribuendo alla Provincia un ruolo strategico in ottica fusione, ha giustamente parlato di un adeguato inizio, questo sicuramente importante e non di un categorico termine di arrivo che, senza un opportuno e attento percorso potrebbe risultare nefasto piuttosto che benefico». E puntualizza: «Diversamente da quanto dichiarato da molti, la creazione dei municipi, assolutamente opportuna, non comporterebbe risparmi milionari ma potrebbe addirittura generare costi aggiuntivi. Così come non è scontato che la gestione unificata, nel caso di taluni servizi, se non adeguatamente strutturata, porterebbe giovamento a tutti i territori comunali coinvolti. Territori che», sottolinea De Martinis, «meritano tutti pari dignità e pari prospettiva futura». Infine, la questione dei fondi, «relativa al mancato trasferimento delle somme previste dalla legge approvata (300mila euro) che avrebbero aiutato i tre comuni all’individuazione e all’incarico di soggetti esterni alla politica, capaci di dare impulso al processo». Conclude quindi De Martinis: «Mi auguro che tutte le forze politiche che siedono tra i banchi del consiglio regionale non considerino più il futuro vincolato alle lancette dell'orologio, ma lo ripensino alla luce di un processo che, se affrettato e poco ragionato, risulterebbe nefasto anziché benefico per il territorio tutto».