Nuova Pescara, lite sull’elezione dei presidenti di commissione
Il centrodestra non riesce a trovare l’accordo sulle nomine dei vertici, saltano le prime due votazioni Croce (FI): «È mancato il tempo per trovare un’intesa». Giampietro (Pd): «La maggioranza è spaccata»
PESCARA. Scoppia un’altra grana nel processo di fusione dei Comuni per la nascita della Nuova Pescara. Dopo l’accordo raggiunto in mattinata tra i sindaci del capoluogo adriatico, di Montesilvano e di Spoltore, Carlo Masci, Ottavio De Martinis e Luciano Di Lorito sulla spartizione delle presidenze delle sei commissioni della futura città, nel pomeriggio sono andate in fumo le prime nomine.
SALTANO LE PRIME NOMINE. Sia la prima commissione sul Bilancio e tributi, che dovrà essere guidata da Pescara, che la seconda sui Servizi sociali, assegnata a Montesilvano, non sono riuscite ad eleggere i loro vertici. Nella prima, la votazione si è conclusa con tutte schede bianche; nella seconda, invece, è mancato addirittura il numero legale.
LO SCONTRO. Fonti bene informate raccontano di un braccio di ferro all’interno della maggioranza per la scelta dei presidenti. In particolare per la sesta commissione da eleggere alla fine, quella considerata più importante perché si occuperà di urbanistica e sarà presieduta da un consigliere di Pescara, in base all’accordo raggiunto ieri dai sindaci. La presidenza, in realtà, sarebbe dovuta andare alla minoranza e, più precisamente, alla capogruppo del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini. Ma ieri il centrodestra ci avrebbe ripensato e avrebbe deciso di tenere per sé la guida della commissione, indicando per la minoranza la presidenza della commissione sulla polizia locale. A questo punto, la Lega si sarebbe fatta avanti proponendo per la presidenza un suo consigliere, Andrea Salvati, già alla guida della commissione Urbanistica del Comune di Pescara. Mentre Forza Italia avrebbe tirato fuori il nome di un suo esponente, il consigliere di Pescara Alessio Di Pasquale.
Così il mancato accordo sulla presidenza della sesta commissione avrebbe bloccato tutto. E ora si teme che, a cascata, possa accadere lo stesso per tutte le commissioni.
Per questo motivo, le convocazioni della terza e della quarta, fissate per oggi pomeriggio per eleggere gli uffici di presidenza, saranno molto probabilmente rimandate. Quelle successive, ossia la quinta e la sesta, slitteranno forse a venerdì, perché domani i consiglieri di Spoltore saranno impegnati in consiglio comunale.
LE REAZIONI. Il presidente della commissione Statuto e Nuova Pescara del capoluogo adriatico Claudio Croce ha cercato di spiegare ciò che è accaduto ieri, dando la colpa al poco tempo a disposizione per discutere di nomine.
«Il nostro intento», ha affermato, «è quello di trovare un accordo complessivo tra tutti e tre i Comuni, condiviso da tutti. Non siamo riusciti a trovare un accordo perché, dopo l’ottimo lavoro svolto dai tre sindaci in mattinata, abbiamo avuto poco tempo noi consiglieri per parlare di nomi da eleggere. Spero che questo rinvio ci aiuti a trovare la quadra».
Critico, invece, il capogruppo del Pd di Pescara Piero Giampietro. «Stanno esplodendo le divisioni nel centrodestra», ha sottolineato, «e questo sta impedendo di iniziare a lavorare su come migliorare i servizi dei tre Comuni e pianificare il territorio per la Nuova Pescara».
In giornata, infine, era arrivato il commento del vice presidente dell’associazione Nuova Pescara Cristian Odoardi entusiasta per l’accordo raggiunto tra i sindaci sulle commissioni: «È apprezzabile», ha osservato Odoardi, «il cambio di passo di tutte e tre le amministrazioni che stanno collaborando per ottenere un risultato concreto ed equilibrato, ma anche rapido».
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