«Nuova Pescara, Montesilvano non resta immobile»

MONTESILVANO. «La nostra amministrazione non è affatto ferma sul tema della Nuova Pescara». Così il sindaco De Martinis replica alle accuse mosse al suo esecutivo dai gruppi consiliari di opposizione,...
MONTESILVANO. «La nostra amministrazione non è affatto ferma sul tema della Nuova Pescara». Così il sindaco De Martinis replica alle accuse mosse al suo esecutivo dai gruppi consiliari di opposizione, Pd e M5S, sul presunto immobilismo in vista della fusione di Montesilvano con i Comuni di Pescara e Spoltore.
«Proprio qualche giorno fa io e il presidente del consiglio comunale, Ernesto De Vincentiis, abbiamo avuto un incontro con il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, e con il presidente del consiglio Lucio Matricciani per discutere sul tema della Nuova Pescara e per condividere una linea di azione, anche in vista dell’appuntamento del 19 settembre con l’Assemblea costituente. Sia noi sia l’amministrazione comunale di Spoltore, infatti, abbiamo molte perplessità nei confronti della Nuova Pescara, soprattutto in merito ai tempi di realizzazione della fusione». De Martinis, pur ribadendo ancora una volta di essere contrario all’ipotesi che il processo di accorpamento dei Comuni vada a compimento, ricorda come sia stata approvata una legge regionale che ha avviato l’iter per la nascita della Nuova Pescara. «Ora noi abbiamo davanti due strade, che proporremo», prosegue il primo cittadino. «La prima, e per noi la migliore, è quella che la legge regionale venga modificata e che si annulli definitivamente questa idea folle. Se questo proprio non dovesse essere possibile, la seconda strada da percorrere è quanto meno quella che veda un allungamento dei tempi. Ma non si tratta di un anno o due in più, ma di almeno 10 anni». Stando a De Martinis, infatti, un accorpamento dei tre Comuni fatto in un tempo relativamente breve potrebbe portare solo grandi disagi e nessun beneficio per le realtà territoriali coinvolte. «Credo che, allo stato attuale e dovendo rispettare le scadenze che sono state fissate, si creerebbe solo un danno enorme ai tre territori. Sarebbe preferibile dunque», aggiunge «prendersi un tempo maggiore e, a quel punto, ampliare il raggio di azione anche a Città Sant’Angelo, Cappelle e, perché no, a Francavilla e San Giovanni Teatino. In questo modo il percorso porterebbe alla nascita di una città molto più grande in termini di abitanti e capace di incidere di più anche dal punto di vista delle risorse pubbliche. Infine, voglio tranquillizzare le opposizioni sul fatto che non siamo immobili: non consentiremo che il futuro della nostra città venga messo nelle mani di un commissario». (a.l.)

