Nuova Pescara, ora si accelera: D’Alfonso si rivolge ai ministri

Il senatore incontrerà Lamorgese e Franco: «Va risolto il problema delle assenze dei consiglieri» E attacca: «A otto anni dal referendum c’è una palude, basta sbicchierate di orzata nelle assemblee»
PESCARA. La Nuova Pescara finisce sul tavolo del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e del ministro dell'Economia, Daniele Franco. A portare a Roma il progetto di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore sarà Luciano D'Alfonso, presidente della commissione Finanze e Partecipazioni del Tesoro in Senato. «Con una piccola delegazione», ha annunciato in conferenza stampa, «la prossima settimana andrò dai ministri. Daremo corso ulteriormente all’iniziativa del Movimento 5 Stelle per risolvere il problema delle assenze da lavoro dei consiglieri per presenziare alle commissioni e all'assemblea costituente e stabiliremo numeri più chiari delle convenienze economiche legate alla nascita della Nuova Pescara».
Secondo la legge istitutiva del Comune Nuova Pescara, il processo di fusione dovrà essere realizzato entro il primo gennaio 2023 (data già frutto di una proroga di un anno), con possibile slittamento al 2024. L'iter però non va avanti. Sono già due le assemblee costituenti che riuniscono i tre consigli comunali, saltate per mancanza del numero legale. Le assenze talvolta sono il frutto di una contrarietà di pensiero di alcuni consiglieri che nonostante la volontà popolare e una legge esistente sembrano voler mettere i bastoni tra le ruote al percorso di unificazione. In altri casi, invece, la mancata partecipazione è dovuta all'impossibilità di prendere un permesso da lavoro.
L'articolo 79 del Testo unico degli enti locali che disciplina i permessi e le assenze per chi deve partecipare a giunte, commissioni e consigli comunali, non è esteso ai processi di fusione. Risulta quindi necessaria una revisione del Tuel, che ovviamente deve avvenire a livello centrale. Da qui l’intervento del senatore, che si aggiunge all'iniziativa del Movimento 5 Stelle e portata avanti nei giorni scorsi dalla deputata Valentina Corneli che ha prodotto un'interrogazione al ministero degli Interni.
«Le date si possono anche spostare, alla condizione che si cominci ad operare», continua D’Alfonso. «Non facciamo che commissioni e assemblee siano sessioni di manicure o occasioni per consumare bicchierate di orzata. Otto anni dal referendum popolare e 4 dalla legge istitutiva hanno lasciato il posto alla palude».
D'Alfonso non ha dubbi, serve un commissario, invocato nelle ultime settimane da più parti. «Un commissario che diventi una funzione, che possa aiutare, supportare, affiancare i Comuni. Il protagonista del progetto di fusione non è lo statuto, che può essere scritto da chiunque. Anche dai distanti tra loro. Anche da me e Mattoscio», ironizza il senatore. «Il lavoro più impegnativo è il programma di fusione che richiede un atto d'amore della politica. Serve un pensiero metropolitano».
A primavera D'Alfonso organizzerà un evento a Pescara con il ministro Luigi Di Maio e con il sindaco di Malmö in Svezia, «città nata dalla fusione di due città precedenti in ragione di un ponte», specifica.
Sulla richiesta di commissariamento, interviene il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che si rivolge direttamente a D'Alfonso. «Credo che al senatore piacerebbe interrompere i governi di città che stanno per cogliere obiettivi importanti ma, ahimè, la sua legge pasticciata porta le scadenze per la costituzione della Nuova Pescara al 2024, dunque non occorrono commissariamenti. Non si interrompono i governi cittadini nel momento in cui si potranno cogliere gli obiettivi del Piano nazionale di Ripresa e resilienza solo per dare al senatore la possibilità di parlare di qualcosa o di candidarsi. La Nuova Pescara si farà, come prevede la legge, senza brusche e inutili accelerate, ma rispettando i tempi di un processo inevitabilmente complesso».

