Nuova Pescara, ora si va avanti: c’è anche il sostegno del ministro

La delegazione guidata dai senatori D’Alfonso e Pagano ricevuta a Roma da Luciana Lamorgese L’obiettivo: recuperare risorse umane, finanziarie e normative per portare a termine l’iter
PESCARA. I permessi di lavoro per gli amministratori impegnati nel processo di fusione; risorse finanziarie immediate e incrementate per alimentare l’unificazione; professionalità competenti; la possibilità di lavorare sul Pnrr già in prospettiva unificata; e poi i municipi, per mantenere la rappresentanza, anche elettorale, dei Comuni fusi. Sono i temi di cui si è discusso ieri a Roma e che saranno al centro di uno o più emendamenti da discutere in Senato. Sembra ingranata la marcia della macchina amministrativa che dovrà portare a compimento il processo di istituzione della Nuova Pescara, previsto entro il 1° gennaio 2023, con possibile slittamento al 2024.
Ieri mattina il ministro degli Interni Luciana Lamorgese ha ricevuto una delegazione composta dai senatori Luciano D’Alfonso, presidente della commissione Finanze, e Nazario Pagano, vicepresidente della commissione Affari istituzionali, Carlo Costantini, promotore del progetto di fusione, il presidente del consiglio comunale di Pescara Marcello Antonelli, Enzo Fidanza presidente della commissione intercomunale Statuto, e Claudio Croce, presidente della commissione comunale Nuova Pescara.
La riunione arriva a una settimana dalla prima trasferta romana della delegazione. «Oggi» (ieri per chi legge, ndc), commenta il senatore D’Alfonso, «abbiamo fatto un’operazione verità per la Nuova Pescara. Stiamo lavorando per stabilire un’agenda precisa. Servono risorse umane, finanziarie e normative per consentire agli organi collegiali di riunirsi e deliberare. Infine stiamo prefigurando i municipi come luoghi di partecipazione democratica dei territori costituenti». La delegazione si sta adoperando per un emendamento «a più mani, che non sia considerato intruso, o sul veicolo Sostegni Tre o sul veicolo riforma Tuel (testo unico degli enti locali) o su altro veicolo coerente», specifica D’Alfonso che è già al lavoro per un nuovo incontro nelle prossime settimane a Palazzo Chigi con Roberto Garofoli, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri.
Le questioni poste ieri riguardano i permessi di lavoro, attualmente non previsti per la partecipazione degli amministratori agli organi collegiali intercomunali, mentre lo sono per gli organismi comunali. Un vuoto normativo sfruttato da molti consiglieri per disertare commissioni e assemblee.
«L’altro tema riguarda la necessità di anticipazione dei trasferimenti dello Stato per le fusioni», specifica Carlo Costantini «e l’eliminazione del tetto dei 2 milioni di euro, creando un criterio parametrato alle dimensioni di Nuova Pescara».
Poi c’è la questione del Piano nazionale di ripresa e di resilienza. Poiché la Nuova Pescara di fatto non è ancora operativa, i tre Comuni possono partecipare ai bandi singolarmente. «Su questo si sta pensando alla possibilità di mutuare una norma attualmente esistente, che consente ai piccoli Comuni di consorziarsi», anticipa Costantini.
In ultimo è stata affrontata la questione dei municipi per mantenere le territorialità, che potranno essere normati direttamente in fase di redazione dello Statuto.

