Nuova Pescara, ora si vota Si decide il rinvio al 2024

Convocato per lunedì prossimo il consiglio comunale sulla data della fusione Ma Montesilvano e Spoltore spingono per il 2027: «Non abbiamo fatto niente»
PESCARA. Il consiglio comunale di Pescara chiederà il rinvio dell’istituzione della Nuova Pescara al 1° gennaio 2024. Lunedì prossimo l’assemblea civica si riunirà dalle ore 8,30 e come primo punto all’ordine del giorno ci sarà proprio la votazione sulla proposta di differimento. La legge regionale in vigore fissa la data di entrata in vigore della nuova città al 1° gennaio 2023, con ipotesi di slittamento di un anno. La possibilità viene data attraverso la richiesta che i tre consigli comunali dovrebbero formulare al consiglio regionale.
«In base a quanto prevede la legge», spiega il presidente del consiglio di Pescara Marcello Antonelli, «ma anche in relazione all’ordine del giorno votato durante l’assemblea costituente, chiederemo il differimento di un anno. Ho trasmesso la proposta di delibera sia a Montesilvano che a Spoltore, così come ho inviato la relazione conclusiva ai presidenti della Regione Marco Marsilio e del consiglio regionale Lorenzo Sospiri.
A fine settembre, il consiglio comunale congiunto di Pescara, Montesilvano e Spoltore si era riunito per votare la relazione finale del processo che avrebbe dovuto contenere la proposta di statuto, ma anche le funzioni e gli esercizi associati fino a ora, ma che è arrivato privo di obiettivi raggiunti. Nella stessa occasione, era stato votato un ordine del giorno per invitare i consiglieri a predisporre la delibera. Basta che uno solo dei tre consigli non raggiunga la maggioranza dei due terzi a bloccare l’eventuale richiesta. Da Pescara lunedì dovrebbe arrivare un voto unanime a favore dello slittamento, tanto più che il sindaco Carlo Masci da sempre vede nel 2024 la data ideale per la fusione: un anno aggiuntivo per lui è più che sufficiente per concludere il processo.
Non è detto, invece, che lo stesso accada a Montesilvano o a Spoltore. Oggi i capigruppo di Montesilvano dovrebbero riunirsi e parlare anche della Nuova Pescara: «Ritengo inutile il differimento di un anno», commenta il presidente del consiglio comunale, Ernesto De Vincentiis, «ma credo sia più efficace uno spostamento al 2027. Questa però è una posizione personale, che non preclude la votazione per il rinvio al 2024». Da Spoltore il presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani da tempo ha lanciato il suo provocatorio ultimatum: fusione nel 2027, oppure commissario subito. «L’unione dei servizi va fatta bene. In 4 anni non abbiamo prodotto nulla, adesso tra 2023 e 2024 cosa dovrebbe cambiare?», si domanda, «a questo punto arrivi il commissario. La mia è un’opinione personale, valuteremo comunque la proroga al 2024».
Se fino a qualche settimana fa la posizione di Spoltore sembrava più orientata verso il no, ora rumors insistenti parlano di una quadra trovata per votare positivamente il rinvio. Nel frattempo la Regione attende. Il centrodestra ha lavorato ormai da mesi a una proposta di modifica alla legge regionale che contiene il rinvio dell’istituzione della Nuova Pescara al 1° aprile 2027, ma solo se i tre Comuni dimostreranno di aver raggiunto risultati precisi entro il 30 novembre 2023 e cioè il 50% dei servizi in forma associata e la proposta di statuto. In caso contrario, il nuovo Comune verrebbe istituito entro il 1° aprile 2024, con nomina di un commissario ad acta. La bozza è praticamente pronta per essere depositata per la sua discussione in consiglio regionale, ma la strategia per ora è di vedere cosa faranno i Comuni.

