Nuova Pescara, ora un mese di trattative per dire sì al rinvio

I tre consigli devono votare subito lo slittamento al 2024 per evitare l’arrivo di un commissario, ma Spoltore dice no
PESCARA. Sono trenta giorni cruciali quelli che attendono Pescara, Montesilvano e Spoltore. La norma attualmente in vigore stabilisce che la Nuova Pescara debba nascere entro il 1° gennaio 2023, con possibile slittamento al 1° gennaio 2024. Il rinvio può arrivare per richiesta della maggioranza dei due terzi dei consigli comunali. Entro il 31 ottobre i tre Comuni dovranno votare l’eventuale istanza di proroga. La possibilità, contenuta nella legge regionale, è stata ulteriormente rafforzata giovedì scorso durante l’assemblea costitutiva attraverso un ordine del giorno.
Se Pescara e Montesilvano – entrambi di centrodestra – non hanno dubbi e chiederanno il rinvio di un anno, Spoltore, il cui consiglio comunale si è rinnovato da pochi mesi con una maggioranza a guida Pd, sembra orientato a fare diversamente con una votazione che si preannuncia come un ultimatum provocatorio. Il presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani ha più volte sottolineato la necessità di portare la data conclusiva al 2027, perché il rinvio di un solo anno non sarebbe sufficiente e a quel punto sarebbe persino meglio l’arrivo di un commissario. Nel frattempo la maggioranza di centrodestra in consiglio regionale sta lavorando a una proposta di modifica alla legge: nella bozza viene stabilita la nuova deadline della fusione al 1° aprile 2027, ma solo se i tre Comuni dimostreranno di aver raggiunto risultati precisi entro il 30 novembre 2023 e cioè il 50% dei servizi in forma associata e la proposta di statuto; in caso contrario, il nuovo Comune verrebbe istituito entro il 1° aprile 2024, con nomina di un commissario ad acta.
Lo slittamento al 2027 è l’auspicio sia del sindaco di Spoltore Chiara Trulli che di Montesilvano Ottavio De Martinis. «La fusione deve essere un processo condiviso, partecipato e che non arrechi danno al territorio», ha detto De Martinis giovedì in assemblea. «È un percorso che va fatto al meglio e con i tempi giusti. La fretta è cattiva consigliera e da soli rischiamo di fare danni. Ecco perché stiamo individuando risorse all’esterno, come l’università d’Annunzio o il professor Romano Orrù (docente di Diritto costituzionale dell’università di Teramo, che ha contribuito a scrivere la legge regionale che ha istituito il Comune di Nuova Pescara, ndc) che stiamo coinvolgendo nella redazione della proposta di statuto». «Queste tempistiche, essendo strettissime, possono costituire un problema», ha aggiunto nella stessa sede il sindaco Trulli. «Non vogliamo che la fusione a freddo possa trasformarsi in un nocumento per i nostri cittadini che avrebbero caos totale da una fusione non ragionata. Sono favorevole a un processo che parta dall'analisi e dallo studio, dall'esercizio associato di funzioni e servizi e da un lavoro concreto, non calato dall’alto».
Da sempre più possibilista il sindaco Carlo Masci che continua a premere l’acceleratore affinché il processo si concluda entro il 2024: «Il lavoro da fare è complesso, però penso che un anno sia un tempo sufficiente. Ognuno deve impegnarsi per quello che può, sapendo che il processo è avviato e non è più messo in dubbio da nessuno».

