Nuova Pescara, partenza nel 2027 Ma i servizi vanno unificati prima

20 Gennaio 2023

Presentata la proposta di modifica alla legge regionale. Il primo test scatta il prossimo settembre Se i Comuni non avranno unito almeno tre funzioni, la fusione si farà nel 2024 con il commissario

PESCARA. La Nuova Pescara sorgerà il primo gennaio 2027, ma solo se entro settembre 2023 i tre Comuni avranno raggiunto obiettivi precisi, unificando almeno tre grandi servizi, e se a chiederlo saranno almeno due enti su tre. È questo il contenuto della proposta di modifica alla legge regionale che istituisce il Comune di Nuova Pescara, depositata in consiglio e che sta per iniziare il percorso in commissione per giungere alla sua approvazione in Emiciclo. A presentarla, ieri mattina, nella sede del consiglio regionale di Pescara è stato il presidente Lorenzo Sospiri, primo firmatario, affiancato dai consiglieri regionali Vincenzo D’Incecco, Luca De Renzis e Leonardo D’Addazio. Attraverso 10 articoli, il documento riscrive il cronoprogramma per giungere al completamento della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, ora fissata al primo gennaio 2024, stabilendo tappe e obiettivi e aprendo strade diverse a seconda dell’ottenimento dei risultati da parte dei tre Comuni, o quantomeno da due su tre.
SETTEMBRE 2023 La prima data cruciale è settembre 2023. Entro i prossimi otto mesi, almeno due Comuni su tre dovranno aver elaborato studi di fattibilità sull’assetto organizzativo dell’ente; dei contratti attivi e passivi e delle convenzioni in essere; degli strumenti finanziari e di programmazione; delle partecipazioni in società; e dei regolamenti comunali esistenti. Non solo. Entro la stessa data, Pescara, Montesilvano e Spoltore dovranno aver completato l’unificazione di tre funzioni, scelte tra l’organizzazione generale dell’amministrazione; i servizi pubblici di ambito comunale; il catasto; la pianificazione urbanistica; l’attività di protezione civile; la gestione dei rifiuti con riscossione dei relativi tributi; i servizi sociali; l’edilizia scolastica comunale; la polizia municipale; i servizi anagrafici, elettorali e di stato civile.
prima VERIFICA Secondo una prima anticipazione data dalle amministrazioni comunali, la partenza dell’esercizio associato delle funzioni riguarderebbe le attività di polizia locale, i tributi e i servizi sociali. Trasmessa una relazione intermedia sullo stato di attuazione degli adempimenti, e raggiunti gli obiettivi, dopo la verifica della Regione entro il 30 settembre, su richiesta di almeno due consigli comunali su tre, la data di fusione slitterebbe al primo gennaio 2027.
«L’istituzione della nuova città è un fatto ineludibile», ha commentato il presidente del consiglio regionale, «e i tre sindaci devono lavorare per farla per bene. Abbiamo creato un cronoprogramma serrato. Mi fido dei tre sindaci, mi fido della loro buona fede e ho fiducia nell’impegno che garantiranno per cogliere obiettivi così ambiziosi. Una fusione così complessa la si può fare solo ricercando la concordia».
GENNAIO 2024 Nel percorso verso il 2027, entro il 31 gennaio 2024 l’assemblea costitutiva dovrà adottare lo statuto.
31 luglio 2026 Entro il 31 luglio 2026 vanno completate le unificazioni di tutte le funzioni, elaborate proposte di regolamenti e attivati altri servizi associati.
FONDI NEL 2027 Per agevolare la fusione, i 300mila euro di fondi regionali previsti nella legge del 2018 vengono erogati in una prima tranche da 150 mila euro per il 2023, e la restante parte è concessa solo all’esito positivo del controllo sulle condizioni previste per l’istituzione al 2027. In caso di inadempienza di quanto stabilito entro settembre, e dunque di controllo negativo da parte della Regione, l'istituzione resta al 1° gennaio 2024, con nomina di un commissario ad acta che gestirà la fusione.