Nuova Pescara, si parte nel 2024 Già in ritardo l’unione dei servizi

12 Novembre 2022

Inizia la corsa contro il tempo per accorpare le funzioni. Costantini: «Statuto pronto ad aprile» Ma, da Spoltore, il presidente Matricciani rilancia la polemica: «Bisogna cambiare la tempistica»

PESCARA. La Nuova Pescara nascerà il 1° gennaio 2024. Con il voto del consiglio comunale di Spoltore avvenuto giovedì sera dopo una lunga e tesa assemblea, che si somma a quelli di Pescara e Montesilvano, i tre Comuni hanno scelto di prendersi un anno in più. La legge istitutiva del 2018 collocava la data di nascita al 1° gennaio 2023, con possibile rinvio di un anno con deliberazione, adottata a maggioranza dei due terzi dei tre consigli. Una facoltà che le tre città hanno voluto sfruttare, evitando il commissariamento previsto per legge.
Pescara, la prima a deliberare, non ha mai avuto dubbi. D’altro canto, il sindaco Carlo Masci da sempre ha ritenuto il 2024 come l’anno migliore per completare la fusione: «C’è un anno per lavorare e stare perfettamente entro i limiti. Pensare a una dilazione dei tempi va contro la logica e il buon senso», aveva dichiarato. Anche a Montesilvano, dove i mal di pancia sono da sempre generalizzati nella maggioranza di Ottavio De Martinis sul progetto di fusione, alla fine il rinvio è arrivato, sebbene il primo cittadino avesse tenuto a sottolineare come il voto non fosse «a favore della Nuova Pescara, ma solo un parere favorevole al rinvio, che dovrebbe essere seguito da ulteriore tempo in più. Mi auguro che il consiglio regionale sappia fare una scelta di responsabilità».
Stessa lunghezza di pensiero a Spoltore, dove il voto è arrivato dopo una riflessione durata per 15 giorni, per cercare di trovare una linea comune. Anche in questo caso, il rinvio è stato deciso con l’auspicio che la Regione si faccia promotrice di un ulteriore slittamento. «Servono una serie di atti preliminari alla fusione. Da domani davvero armiamoci di ogni strumento per lavorare a questa fusione, senza la spada di Damocle di una scadenza, ma con il solo obiettivo di fare gli interessi della nostra comunità», ha commentato il sindaco Chiara Trulli. «Il rinvio di cui abbiamo bisogno non è il 2024 o il 2027: si deve andare anche oltre, fino a quando non sarà garantito il funzionamento dei servizi. La Regione ripensi l'intelaiatura della legge che costituisce la Nuova Pescara, nella quale una nuova tempistica sia solo il punto di partenza», ha aggiunto il presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani.
«Questo ulteriore slittamento non può essere assolutamente considerato come una sorta di boccata d'aria in un processo che rischia di trascinarsi in avanti per inerzia», ha detto il segretario Pd provinciale, Nicola Maiale, che ha poi elencato una serie di temi che dovrebbero essere posti sul tavolo di discussione: la «capacità organizzativa dei futuri municipi», la ricollocazione degli istituti superiori, la mobilità, e «la geografia delle vocazioni della nuova città». Con un anno di tempo davanti, i tre Comuni devono accelerare, cominciare a mettere insieme i servizi e concludere lo statuto. L’idea su cui stanno lavorando è di prevedere l’istituzione di municipi, guidati da presidenti eletti dai cittadini. Ipotizzare una tassazione separata, per mantenere invariata, per un determinato numero di anni, la pressione fiscale nei Comuni di origine.
«Una bozza dello statuto provvisorio», ha annunciato Carlo Costantini, padre promotore della fusione, «sarà pronta entro marzo/aprile. Vi è, invece, un grande ritardo da recuperare nell’avvio dell’esercizio associato delle funzioni, ma tutto questo dipende dall’impulso che i sindaci e le giunte daranno alle tre strutture. Fino a qualche mese fa ci si è dovuti confrontare con la carenza delle risorse economiche e con l’impossibilità per i consiglieri comunali di assentarsi dal lavoro, ma i nostri parlamentari hanno risolto questi problemi. Non vi sono più alibi». Nei cassetti della maggioranza di centrodestra in consiglio regionale, nel frattempo, giace da mesi una bozza di modifica alla legge regionale che porta l’istituzione al 2027, se verranno raggiunti degli obiettivi entro il 30 novembre 2023.
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