Nuova Pescara, Sospiri: «Sarà un rinvio doloroso»

2 Settembre 2026

Il presidente del consiglio regionale (FI) mette il timbro: «Questa consiliatura non terminerà senza aver fatto il processo di fusione» 

PESCARA. «Ci dobbiamo convincere della necessità di una proroga: è doloroso per me come per il presidente Marsilio». E così alla fine anche la Regione sterza per la strada del rinvio della Nuova Pescara. Dopo che l’Assemblea Costitutiva dei tre Consigli comunali ha dato parere favorevole alla relazione tecnica che dice a chiare lettere la non riuscita del processo di fusione entro il 2027, in Emiciclo qualcuno già prende atto delle difficoltà e rimette le lancette sull’orologio. Primo è il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia) sulla strada del rinvio, ma stando comunque entro il limite del mandato regionale della giunta Marsilio. «Questa legislatura regionale», assicura Sospiri, «non terminerà senza la costituzione del nuovo Comune». Dunque, bastano pochi calcoli. Il termine della legislatura Marsilio è fissato al 2029 e, entro questa data, per il centrodestra abruzzese che ora ha in mano le redini del processo di fusione, avverrà l’unione dei tre Comuni e la costituzione della Nuova Pescara. E con le nuove elezioni di mezzo, il 2029 senza dubbio rappresenterebbe un po’ un ostacolo: meglio anticipare al 2028. «So qual è il confine che Marsilio ha nella sua testa e questa consiliatura», ripete Sospiri, «non terminerà senza la costituzione del nuovo Comune».

Sospiri potrebbe essere uno dei candidati del nuovo Comune, anche se l’ipotesi tramonterebbe immediatamente nel caso di un posto a Roma (più che certo). «Non mi auto propongo e non mi auto scelgo, ma sarebbe un grande onore», dice lanciando però sulla strada i suoi colleghi. «Non escluderei neanche il sindaco di Montesilvano De Martinis in questa partita, non escludo neanche l’onorevole Pagano o il consigliere D'Incecco. Il centrodestra ha diversi cavalli di razza». Tra questi si è fatto avanti anche il sindaco di Pescara Carlo Masci provocando un suo “vecchio” avversario politico, il deputato Pd Luciano D’Alfonso. «I candidati verranno scelti sulla base di chi riesce a coinvolgere tutte e tre le municipalità e ad avere la coalizione più unita possibile, perché oltre che avere candidati io voglio sindaci eletti. Io di solito le elezioni tiro a vincerle, non a partecipare: poi capita anche che vengano perse (il riferimento è alle ultime Comunali di Chieti, ndr). Ma dagli errori si impara». E se il centrodestra ha i suoi “cavalli di razza”; nel centrosinistra il nome chiacchierato è appunto quello di D’Alfonso. «Così è un centrosinistra proiettato al passato», attacca Sospiri, «quasi nella ricerca del salvifico ricordo di lontane vittorie. Non credo che questo aiuti il centrosinistra: penso che la nuova città abbia bisogno di tutta l'esperienza possibile, ma anche di una grande quantità di entusiasmo verso il futuro».

Alle parole di Sospiri, replica Emanuele Castigliego, segretario dei Giovani Democratici Nuova Pescara che dice: «Nuova Pescara non può essere ancora rinviata, non si può continuare a rinviare il futuro della città. Dopo che per mesi il Governo regionale ha fatto proclami su proclami, affermando con convinzione che la fusione non sarebbe stata rinviata, lunedì Sospiri ha gettato giù la maschera, aprendo concretamente alla possibilità di un rinvio», attacca Castigliego. Secondo il segretario dei Gd, dietro l’ipotesi di uno slittamento ci sarebbero anche le difficoltà politiche del centrodestra: «Probabilmente non è ancora pronto ad affrontare un confronto elettorale su Nuova Pescara, bloccato dalle tante ambizioni personali di chi si candida a guidare la città nuova». Ma, aggiunge, «diventa un grave problema quando queste dinamiche di potere finiscono per bloccare il futuro di quasi 200 mila cittadini». Da qui la richiesta di accelerare: «Invece del rinvio, servono necessariamente quattro mesi di lavoro incessante per garantire tutte le condizioni tecniche necessarie alla fusione». Parallelamente, secondo Castigliego, bisogna aprire «un vero cantiere delle idee» per costruire il progetto della nuova città.

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