Calcio

Il Pescara ritrova Fiorillo: carattere e un legame mai spezzato

2 Settembre 2026

Il portiere torna in riva all’Adriatico a cinque anni dall’ultima volta. Una scelta che riapre una storia lunga sette stagioni e fatta di 224 presenze, emozioni, promozioni, retrocessioni, gioie e delusioni

PESCARA. Ci sono trasferimenti che si spiegano con una formula di mercato e altri che hanno bisogno di qualcosa in più. Il ritorno di Vincenzo Fiorillo al Pescara appartiene alla seconda categoria. Il portiere classe 1990 è nuovamente un giocatore del Delfino. L’operazione lo riporta in riva all’Adriatico a cinque anni dall’ultima volta. Una firma che riapre una storia lunga sette stagioni e fatta di 224 presenze, emozioni, promozioni, retrocessioni, gioie e delusioni. Ma soprattutto di un rapporto speciale con la tifoseria.

Fiorillo a Pescara non è mai stato soltanto un portiere. Arrivato nel 2014, è diventato rapidamente uno dei volti più riconoscibili della squadra. Ha attraversato anni completamente diversi, vivendo sulla propria pelle il calcio pescarese e arrivando anche a indossare la fascia da capitano. Per questo il suo ritorno ha un valore particolare.

A 36 anni Fiorillo porta con sé qualcosa che nessun nuovo acquisto potrebbe avere: la conoscenza dell’ambiente. Sa cosa significa giocare all’Adriatico, conosce le aspettative della piazza e soprattutto conosce il peso di quella maglia. Dopo le esperienze con Salernitana e Carrarese, il portiere torna dunque nel luogo che più di ogni altro ha segnato la sua carriera. Il Pescara ritrova un giocatore diverso rispetto a quello che aveva lasciato nel 2021. Più maturo, più esperto, con alle spalle altre stagioni di calcio professionistico e una leadership costruita negli anni. Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti dell'operazione. Fiorillo non dovrà soltanto parare. Dovrà essere un punto di riferimento per la squadra, soprattutto per i più giovani.

Il suo arrivo assume ancora più significato dopo la pesante sconfitta per 6-3 contro il Forlì ha acceso più di un campanello d’allarme, il suo ritorno rappresenta una risposta tecnica, ma anche caratteriale. Perché in una squadra che deve ancora trovare la propria identità, avere nello spogliatoio un calciatore che conosce il significato della maglia fa la differenza. Il rischio, inevitabilmente, è quello dei paragoni. Il Fiorillo che torna non può essere quello che cinque anni fa salutava Pescara. Il tempo è passato, la carriera è andata avanti e anche il calcio è cambiato. Ma non è necessario tornare indietro.

Il nuovo Fiorillo dovrà costruire qualcosa di diverso: mettere la propria esperienza al servizio di una squadra che ha bisogno di certezze e trasformare il proprio passato in una risorsa per il presente. Cinque anni dopo, le strade si incrociano nuovamente. Da una parte c’è un portiere che ha ancora voglia di sentirsi protagonista. Dall’altra una piazza che conosce bene il suo valore e che ritrova uno dei giocatori più rappresentativi della propria storia recente. E adesso toccherà al campo dire se questo ritorno potrà trasformarsi nell’ennesimo capitolo di una storia che, evidentemente, non era ancora finita.