Nuova sede regionale D’Alfonso: così non va Testa: la scelta giusta

I due deputati sono divisi sul piano presentato dal Comune «Ecco le 3 alternative possibili». «No, andiamo avanti così»
PESCARA. Tre alternative per realizzare il palazzo della Regione, lasciando l'area di risulta a una riqualificazione che preveda un grande parco centrale, posti auto e una struttura culturale. A offrirle è il deputato Luciano D'Alfonso. «Attorno all'area di risulta si è fatta una grande operazione di distrazione di massa», afferma. «Su quei 129mila metri quadrati bisogna fare in modo che si realizzi un grande parco da 80mila metri quadrati capace di rigenerare Pescara, la Nuova Pescara e tutto l'Abruzzo, una funzione culturale che possa attrarre e poi posti auto in numero sufficiente rispetto alla domanda che pone la parte economica della città».
Le possibili alternative fornite per il palazzo regionale sono tre, tutte che assecondano «il principio della grande viabilità servente». La prima opzione è quella della City, lungo via Tiburtina «per posizione strategica e per comodità dei collegamenti e degli spazi sia interni che esterni. Non si faccia in modo che davanti a un'incertezza procedurale si trasformi in cadavere un cantiere che può ospitare sostenibilmente la sede della Regione, soprattutto adesso che si è chiarito che la concessione edilizia è stata sistemata ed è stata stabilita una compatibilità tra il Piano regolatore aeroportuale e quell'edificato». La seconda soluzione per D'Alfonso è il palazzo Fuksas. «L'edificio va reso più efficiente dal punto di vista energetico e adeguato dal punto di vista sismico. La terza grande partita», continua «è nei 10mila metri quadrati serviti dalla strada Pendolo, di proprietà di Danelli. L'indisponibilità sopravvenuta si può superare attraverso il confronto». L'appello di D'Alfonso è di trovare altri 20 milioni di euro da destinare all'area di risulta e a dedicarsi a un progetto di ampio respiro.
A evidenziare «la bontà del progetto» è il deputato Guerino Testa, che ricorda come «il centrodestra aveva tentato di posizionare all'esterno del centro cittadino la sede della Regione con l'ex City, ma poi per motivi che tutti conosciamo non è stato possibile. Da troppi anni non si capisce la definizione e il futuro da dare all'area di risulta». I collegamenti già presenti con bus e treni e quelli futuri della filovia, «con l'auspicio che i fatti daranno ragione alla stazione appaltante e si possa realizzare questo collegamento cittadino senza file e senza smog», per Testa sono un punto a favore della sede regionale in quel luogo. «Un segno distintivo bello come il Pirellone di Milano può rendere attrattiva quella zona, che può essere completata con parcheggi e spazi verdi, diventando un'area funzionale e amministrativa di riferimento per il territorio. Fino a oggi abbiamo una Regione spezzettata su più punti che disorientano e non danno efficienza all'utenza e al personale. Una sede dove mettere tutte le caselle al proprio posto è una scelta razionale».
A chi obietta che in quella zona sarebbe più opportuno un edificio a vocazione culturale, Testa risponde spostando l'attenzione su un altro quartiere di Pescara. «Dobbiamo potenziare la parte sud della città. Lì abbiamo il teatro D'Annunzio, l'auditorium Flaiano che dovrebbe diventare una sala congressi, l'Aurum. Quella può diventare la zona congressuale, culturale e storica della nostra città».

