Nuove regole per il Superbonus Cresce la spesa rimborsabile

16 Febbraio 2022

Fino al 20 per cento in più per fronteggiare i costi dovuti all’aumento delle materie prime

L’AQUILA. Aumentano i tetti di spesa per il Superbonus. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha firmato il decreto che fissa i limiti massimi per gli interventi del Superbonus 110%, adeguandoli a quelli già in vigore per l'Ecobonus. Un aumento di almeno il 20% in più, in considerazione del maggior costo delle materie prime e dell'inflazione. Intanto, il Governo sta lavorando al ripristino della cessione dei credito, per un massimo di tre volte, ma solo a banche o intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia. Sarà introdotto anche un codice identificativo di ogni operazione di cessione per risalire a chi ha ceduto il credito la prima volta e alla documentazione dei lavori, agevolando così i controlli.
MASSIMALI PIù ALTI
I massimali, che saranno rivisti annualmente, non sono omnicomprensivi, in modo da tener conto di tutti i possibili interventi; pertanto sono stati esclusi l'Iva, gli oneri professionali e i costi di posa in opera. Per tutti questi costi non previsti nel decreto si farà riferimento ai prezzari predisposti dalle Regioni e dalle Province, ai listini delle Camere di commercio o ai prezzari della casa editrice Dei. Per evitare speculazioni, sarà comunque indispensabile l'asseverazione della congruità della spesa da parte di un tecnico abilitato. I nuovi massimali per il Superbonus aumentano il tetto già presente per l'ecobonus tradizionale, contenuto nel decreto del Mise del 2020, introducendo di fatto una maggiorazione di almeno il 20%.
CESSIONE DEL CREDITO
Novità in arrivo anche per la cessione del credito del Superbonus 110% e degli altri bonus casa. Dopo la forte pressione delle forze parlamentari e delle associazioni di categoria, il Governo sta lavorando a correttivi che consentano di ripristinare la cessione multiple del credito, dopo lo stop dato dal decreto Sostegni ter. Ma la cessione nel 2022 dovrà avvenire «in condizioni di sicurezza per evitare il rischio di frodi continue a danni dello Stato». A modificare le regole sulla cessione del credito del Superbonus e degli altri bonus edilizi è stata in primis la legge di Bilancio 2022, che ha introdotto la possibilità, per l'Agenzia delle Entrate, di effettuare dei controlli preventivi e l'obbligo del visto di conformità e dell'asseverazione di congruità dei prezzi anche per le agevolazioni diverse dal Superbonus. Il decreto Sostegni ter ha, poi, limitato a una sola volta la possibilità di cedere i crediti maturati dal 110% e dagli altri bonus casa. Ê stata proprio quest'ultima misura a provocare un corto circuito nel settore, con le associazioni edili che hanno denunciato la paralisi dei cantieri.
COSA CAMBIA
Lo stop alla cessione del credito ha fatto sì che numerose istituzioni come Cdp, Poste Italiane o Banco Bpm abbiano sospeso momentaneamente la piattaforma informatica dove presentare la domanda per la cessione. Ma i tecnici del Governo sono all'opera per introdurre dei correttivi importanti, tra cui figurano il ripristino della possibilità di cedere il credito più volte, fino ad un massimo di tre, ma soltanto a banche o intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia. Sarà, poi, introdotto un codice identificativo per ogni operazione di cessione per risalire facilmente a chi ha ceduto il credito la prima volta e a tutta la documentazione inerente i lavori. Saranno, infine, riaperti i termini per l'utilizzo dei crediti sottoposti dalla magistratura a sequestro preventivo. Le novità sul Superbonus 110 potrebbero essere introdotte non nel passaggio parlamentare del decreto Sostegni ter, ma durante l'iter di approvazione del decreto Milleproroghe o in un apposito decreto dedicato anche al caro bollette.
IL MECCANISMO
In alternativa alla fruizione diretta della detrazione, i contribuenti possono richiedere la cessione del credito o lo sconto in fattura, una possibilità introdotta dal decreto Rilancio. La prima opzione consiste nella cessione della detrazione fiscale da parte del contribuente a un ente terzo, fornitori di beni, esercenti di attività autonome, banche, società, in cambio del rimborso fino a un importo massimo corrispondente alla somma che sarebbe stata detratta in dichiarazione. In pratica, con la cessione del credito il committente paga alla ditta che effettua i lavori la fattura piena e, poi, può cedere il credito che gli spetta a intermediari finanziari come Poste, banche e assicurazioni, che gli restituiranno una somma equivalente.
Lo sconto in fattura, invece, consiste in un vero e proprio sconto ad opera della ditta che effettua i lavori, fino a un importo non superiore al costo stesso dei lavori. Con lo sconto in fattura la ditta che realizza i lavori anticipa al committente la spesa detraibile e può, successivamente, cedere il suo credito a banche o altri istituti finanziari. Per esercitare l'opzione della cessione del credito o dello sconto in fattura bisogna trasmettere all'Agenzia delle Entrate l'apposita comunicazione.