Nuove strategie per tenere lontani gli orsi dai paesi

29 Ottobre 2016

Dopo l’incontro ravvicinato del presidente della Provincia, confronto su come gestire la fauna selvatica. A cominciare dall’incremento delle colture nei Parchi

CARAMANICO TERME. L’incontro ravvicinato del presidente della Provincia Antonio Di Marco con un orso marsicano nel centro abitato di Abbateggio, dove Di Marco è sindaco, è stato motivo di un tavolo tecnico fra enti che si occupano della salvaguardia della fauna selvatica, dell’ambiente e della sicurezza e delle strade che solcano i territori dei Parchi.

Un incontro finalizzato a mettere a punto strategie di salvaguardia e di convivenza con i selvatici, e per proteggere ancora di più gli ecosistemi naturali dove gli animali trovano le condizioni ambientali ideali per la sopravvivenza. Il confronto ha toccato dunque il cuore del problema mettendo d’accordo tutti i partecipanti sul fatto che vanno intraprese iniziative di sensibilizazione sulla questione. Con Di Marco sono intervenuti Giulio Honorati, comandante della polizia provinciale; il comandante provinciale della Forestale Giancarlo D'Amato e la vice Clara D'Arcangelo, il coordinamento territoriale Ambiente del Parco della Majella; il biologo del Parco Antonio Antonucci; il sindaco di Caramanico Simone Angelucci e l'ambientalista Camilla Crisante già responsabile del servizio parchi della Provincia di Pescara ed ex presidente regionale del Wwf.

«Che l’orso invada anche sporadicamente luoghi antropizzati è segno di vitalità della specie che evidentemente sta crescendo» sottolinea Antonucci. «L’animale cerca cibo e si spinge oltre».

Dunque, una strategia sarebbe quella di incrementare le colture nei luoghi protetti che possono fornire abbondanti risorse alimentari, tenendo presente che l’orso è animale onnivoro.

«Non lasciare carcasse di animali in giro e mettere in atto azioni di deterrenza non nocive all’avvicinamento del selvatico nei centri abitati», hanno indicato gli ufficiali della Forestale.

Altro caposaldo, l'educazione dei giovani nelle scuole con visite a Parchi e musei ambientali per apprendere come comportarsi in caso di incroci con gli animali selvatici. Capitolo importante, la sicurezza: l’animale che sconfina - e non solo l’orso, ma anche caprioli, cervi, lupi e cinghiali - costituisce pericolo non tanto per l’aggressività verso l'uomo, ma per gli automobilisti.

Al riguardo, c'è una vasta letteratura di investimenti sulle strade con contenziosi aperti con gli enti preposti alla protezione per il risarcimento dei danni da incidente. Va detto che è la Regione a rispondere per eventi su strade che ricadono nei territori fuori dai parchi. Si finisce di solito al giudice di pace, e anche davanti alla giustizia ordinaria con casi che molto spesso non vengono risarciti.

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