Nuovo cratere, frane e strade Così cambia la conta dei danni

25 Febbraio 2017

Entra in vigore l’ordinanza che dà 90 giorni di tempo al Commissario delegato per chiudere il cerchio D’Alfonso a sindaci, cittadini e associazioni: «Collaborate e siate precisi». Già inseriti 873 interventi

PESCARA. «Adesso tocca a noi. E chiediamo collaborazione ai sindaci, ai cittadini colpiti dalle emergenze, alle associazioni di categoria. Con loro dobbiamo cogliere l’occasione che per la prima volta un governo dà esclusivamente a una regione. Disegnare un quadro preciso di tutti i danni, diretti, indiretti, del maltempo e del terremoto. Da parte mia, nel nuovo incarico di commissario delegato, farò in modo che non si verifichino forzature insostenibili». Dopo gli incontri di Roma con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e con il commissario governativo per la ricostruzione Vasco Errani, il governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso passa alla fase successiva, la conta dei danni. E dà i tempi: 90 giorni a partire dalla pubblicazione (oggi?) sulla Gazzetta Ufficiale dell’ordinanza “ad hoc” , ed entro i quali tutte le caselle devono essere riempite. Sul patrimonio pubblico, quello privato e anche sulle attività economiche (turistiche) e commerciali. Oltre alle misure per gli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, per la gestione dell'emergenza maltempo.

CABINA DI REGIA. Con D’Alfonso ci sono il vicepresidente della giunta, Giovanni Lolli, il sottosegretario Mario Mazzocca, l'assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe, il presidente di Anci Abruzzo, Luciano Lapenna e il consigliere regionale Luciano Monticelli. Insieme ai primi tre, il neo commissario delegato costituisce la “cabina di regia” attraverso la quale passerà l’attività di ricognizione. Alla luce di una nuova stima: i danni per il maltempo incidono per il 65% sul totale dell’Italia centrale mentre quelli del sisma per il 10 %.

L'ordinanza, nell'articolo dedicato alle disposizioni finanziarie, indica anche a quali risorse si attingerà per i risarcimenti e le procedure per i fabbisogni. «Da un primo rendiconto partiamo da 873 interventi da mettere all’opera e dalla stima di 144 milioni di euro di cui ho riferito alla Camera che però è destinata a crescere enormemente. Perché, ad esempio, solo la frana di Ponzano nel Teramano vale 20 milioni di euro», aggiunge il governatore.

FRANE. Altra emergenza che si è aggiunta all’emergenza. E che riguarda oltre a Ponzano, la frazione di Castelnuovo di Campli (Teramo), le frazioni Casoli e Ferretti di Atri (Teramo), Castiglione Messer Raimondo e Bisenti (Teramo) e Castiglione Messer Marino (Chieti).

Per D’Alfonso è un cataclisma da trattare con gli strumenti del terremoto di scala 7: «Frane di proporzioni mai conosciute. Non lasceremo soli i Comuni che hanno conosciuto il dramma degli sgomberi. Novanta giorni sono troppi? Faremo la nostra parte mettendo le mani nel nostro borsellino. Da subito. E attenzione: a Ponzano se non si lavora bene può nascere una nuova Rigopiano».

NUOVO CRATERE. Quello della localizzazione (e della quantificazione) dei danni introduce un punto delicato ma determinante e quindi oggetto di polemiche: la definizione del perimetro del cratere, l’area geografica regionale colpita dal sisma più recente e nella quale sono racchiusi i comuni che hanno riportato danni più rilevanti e soggetti dunque alle misure straordinarie per l’emergenza.

Il cratere attuale è composto da 14 comuni (vedere tabella in alto). A Gentiloni l’Abruzzo propone di allargarlo e di portarlo a 23 comuni. Sono i Comuni di Barete, Pizzoli e Cagnano Amiterno (in provincia dell’Aquila); Isola del Gran Sasso, Colledara, Pietracamela, Fano Adriano e Castel Castagna (in provincia di Teramo); Farindola (in provincia di Pescara). Questo in conseguenza di quanto è avvenuto dopo il sisma , con frane, slavine e smottamenti idrogeologici. Non ce l’hanno fatta a rientrare in questo elenco Penna Sant’Andrea e soprattutto Penne il cui “handicap” sarebbe stata la proporzione bassa tra numero di abitanti “danneggiati” sul totale della popolazione. Quante possibilità ha di essere approvato il nuovo cratere allargato? Il governatore sprizza ottimismo perché dice che è riuscito ad aprire un varco.

STRADE E AZIENDE. Così come sarebbero aperti i varchi per un piano di investimenti «per rigenerare la viabilità stradale dopo frane e smottamenti», e per un piano per l'aiuto al settore agricolo e alle piccolissime imprese del commercio e del turismo nei piccoli comuni. A proposito di viabilità la Regione calcola che il 10 per cento del sistema viario ha bisogno di interventi. Non solo.

D’Alfonso racconta di aver incassato il consenso per utilizzare 35 professionisti in aiuto dei Comuni che sono stati danneggiati dal terremoto: due unità in più per ogni Comune, due per la provincia di Teramo, una per la provincia di Pescara e una per quella dell'Aquila. «Negli interventi di somma urgenza abbiamo fatto intervenire gli esperti del Cnr», conclude D’Alfonso, «ad esempio a Campli apparentemente sembrano interessati dalle frane solo due isolati. In realtà il “mostro” è enorme».

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