«Nuovo porto volàno dell’economia locale»

1 Giugno 2018

Gli operatori marittimi pescaresi soddisfatti per l’accelerazione data alle opere dal governatore

PESCARA. Il nuovo porto di Pescara con il taglio della diga foranea, l’allungamento dei due moli guardiani e la realizzazione della barriera subacquea porterà «benefici sia a livello ambientale e sia per l’aspetto economico e sarà il volàno per l’intera economia locale».
Lo sottolinea l’operatore portuale Gianni Leardi, a seguito della presentazione del maxi progetto da parte del presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Con lui, a rallegrarsi «per l’accelerazione che hanno avuto le opere avviate relative al nuovo piano regolatore portuale di Pescara, con l'impegno dell'attuale giunta regionale», è un altro marittimo, Marco Santori.
I lavori, che saranno terminati tra alcuni mesi, porteranno a un restyling dello scalo pescarese, grazie all’impiego di 3,5 milioni di euro per “bucare” la diga foranea e consentire il regolare deflusso del fiume, e 31 milioni di euro tra risorse regionali e fondi Cipe per la costruzione dei nuovi moli (il bando, secondo il cronoprogramma della Regione sarà pubblicato entro il mese di agosto, mentre i lavori termineranno dopo 24-30 mesi). «Pescara», è l’opinione di Gianni Leardi «tornerà ben presto ad accogliere traghetti, attività crocieristiche e navi commerciali come avveniva negli anni passati. Riteniamo che l’attuale amministrazione, di concerto con la Direzione Marittima, abbia dato quella forza necessaria affinché diventino realtà quelle opere che fino a poco tempo fa erano soltanto sogni irrealizzabili».
«La Regione», prosegue Leardi «ha dato linfa vitale alla fattibilità e la spinta finale alla sua realizzazione nonostante i continui attacchi e futili prese di posizione».
Pur sottolineando con decisione che «non corrisponde assolutamente a realtà che vediamo questo progetto con preoccupazione e scetticismo, ma anzi siamo fra i più caldi sostenitori», Leardi ammette che «è un dato di fatto che sicuramente per quest’anno il porto di Pescara non beneficerà dei contributi per le nuove rotte turistiche, poiché non ancora pronto, e che sicuramente il dragaggio sarà ben più consistente dei sei metri dichiarati».
«Si è consapevoli», aggiunge, inoltre, Marco Santori, «che simili opere non possono essere realizzate in poco tempo, da qui l'amara consapevolezza che purtroppo il porto resterà chiuso al traffico merci e passeggeri per almeno un altro anno e, di conseguenza, molto probabilmente l'armatore che si aggiudicherà il bando internazionale pubblicato dalla Regione per incentivare la ripresa dei collegamenti marittimi dovrà operare in un'altra realtà portuale abruzzese».
Sulla profondità dei fondali del bacino commerciale, Santori precisa che «l'escavazione è di competenza dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Centrale, che ha giurisdizione anche sul porto di Pescara».
«La richiesta fatta ai rappresentanti della Regione Abruzzo intervenuti alla presentazione del 21 maggio scorso», conclude Santori, «è stata quella di attivarsi per un’opera di sprono e stimolo verso l’Autorità di sistema portuale affinché preveda al più presto nel suo bilancio un dragaggio del bacino commerciale del porto di Pescara, in attesa di quello previsto a conclusione delle nuove opere infrastrutturali».
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