Obbligo di mascherine Ci sarà tolleranza zero

20 Agosto 2020

Arrivano nuove disposizioni dei prefetti: movida sotto vigilanza dal weekend Dai lungomari ai parchi, ecco dove vanno indossate. Multe fino a 400 euro  

PESCARA. Ci sono appelli al buon senso, per ora. Ma il Viminale si è mosso scrivendo ai prefetti per invitarli a organizzare i servizi sul territorio alla luce delle nuove prescrizioni. Così da domani e per il prossimo weekend ci sarà tolleranza zero in Abruzzo per quanti non indossano le mascherine (dalle 18 alle 6 del mattino) e per fare in modo che venga rispettato il divieto di ballo nei locali, stabilimenti balneari compresi.
LA CIRCOLARE
AI PREFETTI
Nella circolare il nuovo capo di gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi, ha invitato i prefetti a convocare apposite riunioni dei Comitati provinciali dell’ordine e della sicurezza per valutare l’ordinanza del governo, coinvolgendo anche sindaci e polizia locale, e mettere in campo «le misure di vigilanza, prevenzione e controllo ritenute più idonee a scongiurare la violazione delle predette prescrizioni».
In sostanza, ogni prefetto rafforzerà i servizi di vigilanza sui luoghi più a rischio assembramenti e sui locali della movida per verificare il rispetto del divieto di ballo e l’obbligo di indossare la mascherina.
MASSIMO RIGORE
IN ARRIVO
«Massimo rigore in provincia di Chieti» per evitare una seconda ondata della pandemia e «controlli potenziati sull’obbligo delle mascherine in pubblico e sul rispetto della chiusura delle discoteche». È quanto deciso a Chieti dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Armando Forgione. I controlli verranno intensificati «soprattutto sulla costa, dove quest’anno si sta registrando un aumento di turisti nonostante l’emergenza sanitaria».
Al vertice hanno partecipato il vicequestore vicario Egidio Labbro Francia, il tenente colonnello dei carabinieri Pierluigi Capparè, il tenente colonnello della Finanza, Giuseppe Pastorelli, il capitano di fregata della Capitaneria di porto, Cosmo Forte, e il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Davide Martella. Erano presenti, inoltre, il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e i rappresentanti dei Comuni di Vasto, Francavilla, Ortona, San Salvo e Fossacesia. Oggi il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si riunisce a Pescara per tracciare una rotta verso una vigilanza più capillare. All’Aquila il vertice si è tenuto martedì, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e dei vertici delle forze dell’ordine. Anche in questo caso è stata decisa una linea di massimo rigore, nel capoluogo, nelle principali località turistiche di montagna, ad Avezzano e a Sulmona. Proprio ieri il sindaco Biondi ha revocato l’ordinanza dell’Aquila – entrata in vigore a giugno con l’obbligo di mascherine nei luoghi della movida – perché in contrasto con quella nazionale.
COSÌ L’ULTIMA
ORDINANZA
Mascherine obbligatorie dalle 18 alle 6 in tutti i luoghi all’aperto dove non è possibile mantenere la distanza. Questo è ciò che dispone l’ultima ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, la stessa che dallo scorso 17 agosto ha fermato il ballo nei locali al chiuso e all’aperto almeno fino al prossimo 7 settembre.
Dunque l’obbligo non è circoscritto solo alle zone della movida o agli assembramenti che si formano davanti al locali ma – recita l’ordinanza – «negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) dove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale». Anche gruppi di persone che si affollano nei parchi, o in questo periodo sulla riviera, sono tenuti a indossare il dispositivo di protezione nell’arco orario indicato.
Inoltre l’obbligo dalle 18 alle 6 di mascherina anche all’aperto è prescritto negli spazi di pertinenza dei locali pubblici che favoriscono assembramenti, dai bar agli stabilimenti balneari.
Chiaramente se si sta in un luogo all’aperto dove il distanziamento sociale è possibile l’uso della mascherina resta facoltativo.
CHE COSA
SI RISCHIA
Per i trasgressori è prevista una sanzione in tutti i casi in cui vengono infrante le norme anti Covid: la multa va da 400 (280 se il pagamento avviene entro 5 giorni) a 1.000 euro.
LA CURVA
DEI CONTAGI
Continua a salire la curva dei contagi Covid in Europa, così come in Italia. E l’Abruzzo non fa eccezione. In una recente intervista al Centro, Claudio D’Amario, capo del dipartimento sanità della Regione Abruzzo (tra i setti saggi della task force nazionale del ministero della Salute nel periodo di massima emergenza), ha detto che «la trasmissione del virurs in Abruzzo è passata da 0.80 a 1.33». E ha aggiunto: «Da un rischio basso ci troviamo in un rischio moderato».
Motivo? I contagi sono ripresi e l’età media si è abbassata notevolmente «per il comportamento sbagliato di molti giovani».
SONO POSSIBILI
MISURE REGIONALI
Le Regioni potranno interpretare l’ordinanza ministeriale in maniera più restrittiva, magari introducendo misure più stringenti sulla fascia oraria e sui luoghi in cui è previsto l’obbligo (non potranno invece prevedere un allentamento della misura).
POCHE RISORSE
E UOMINI
Diversi sindaci, soprattutto della costa, hanno lamentato un’esiguità di risorse e di uomini per controlli capillari.