«Occorre lo psicologo scolastico per il bene di piccoli e docenti»

PESCARA. Di un forte disagio devono essere segnale i comportamenti violenti dei 2 bambini, un disagio altrettanto forte viene fuori dai disturbi – pianti, ansia e paura al momento di andare a scuola...
PESCARA. Di un forte disagio devono essere segnale i comportamenti violenti dei 2 bambini, un disagio altrettanto forte viene fuori dai disturbi – pianti, ansia e paura al momento di andare a scuola – manifestati dai piccoli quotidianamente aggrediti dai coetanei.
E ancora disagio emerge dalla protesta dei genitori che hanno deciso di far saltare le lezioni ai figli per una settimana, così come appare di disagio la condizione degli insegnanti, impotenti di fronte a due pesti di più o meno sei anni.
La situazione che si è creata alla scuola primaria di via Gioberti rimanda alla necessità dello psicologo nelle scuole: l’Italia è rimasto l’ultimo Paese europeo a non prevedere questa figura specialistica nel sistema scolastico. Ma siamo alla stretta finale, con l’Ordine degli psicologi dell’Abruzzo in prima linea da tempo nella battaglia per l’introduzione di questa professionalità: il disegno di legge c’è e un documento impegna «politicamente» il Miur ad attuarlo. Maria Cristina Verrocchio è docente di Psicologia clinica all’università d’Annunzio. Il caso della scuola di via Gioberti la rimanda intanto alla situazione di crisi economica e sociale che sta travolgendo i soggetti più deboli, come i bambini e le famiglie, senza che abbiano un supporto professionale adeguato, quindi alle responsabilità che ricadono sul sistema scuola – insegnanti e dirigenti in primis – che si ritrova così costantemente sotto accusa per carenze che sono però legislative.
Professoressa, che idea si è fatta della vicenda come psicologa?
«Sicuramente esiste una situazione di criticità che ha generato come risposta una protesta dei genitori: è chiaro che per un padre o una madre non è accettabile vedere i propri figli con lividi e spaventati in un luogo che invece dovrebbe proteggerli e contribuire alla loro crescita serena. Non so come la scuola si sia mossa e cosa abbia generato il dissenso, dunque faccio una premessa al buio. In generale, si può dire che nella scuole si moltiplicano criticità di questo tipo: bambini che manifestano i loro problemi in modi diversi, aggressività, ribellione, incapacità a rispettare l’ambiente scolastico, difficoltà che anche figure specifiche come gli insegnanti di sostegno non sempre sono in condizione di fronteggiare, il loro ruolo è certamente di aiuto nelle attività scolastiche, ma la gestione del disagio che i bimbi manifestano non è loro compito e non sono formati per questo.
Ci sono falle nel sistema scolastico dunque.
Il sistema scolastico per quanto attento non riesce ad avere sufficienti strumenti per dare risposte convincenti e utili.
Quale può essere la risposta efficace?
C’è un discorso aperto da anni a livello nazionale e regionale per l’introduzione dello psicologo scolastico. Il disegno di legge in tal senso è supportato da un recente Tavolo tecnico con Miur, Cnop (Consiglio nazionale Ordine degli psicologi) e altri referenti che ha prodotto un documento per l’inserimento dello psicologo scolastico, chiudendo con impegno politico ad attuarlo. E c’è l’iniziativa regionale dello scorso maggio, portata avanti grazie al presidente dell’Ordine degli psicologi dell’Abruzzo, Tancredi Di Iullo, con un protocollo d’intesa tra Ufficio scolastico regionale e Fondazione dell’ordine degli psicologi onlus in cui si sottolinea l’impegno dell’ufficio scolastico all’introduzione dello psicologo nel sistema scolastico abruzzese.
Tornando alla scuola Giardini, cosa potrebbe fare lo psicologo scolastico?
Come prima cosa effettuare una valutazione della situazione con l’obiettivo di attuare interventi finalizzati a supportare il disagio dei bambini, aiutare dirigente e insegnanti ad affrontare la situazione, i familiari in ansia, perché se la situazione non è gestita in modo adeguato si alza il conflitto, viene meno la cooperazione tra scuola e famiglia necessaria per il benessere dei bambini. Lo psicologo scolastico può fare tante cose, ma la funzione principale è promuovere il benessere psicofisico di studenti e insegnanti, perché anche questi hanno un ruolo difficile e complesso in questo momento storico. Si tratterebbe di professionisti in grado di gestire con competenza problemi affettivi, relazionali, comportamentali e cognitivi legati allo sviluppo.

