Oggi in strada gli operatori delle agenzie di viaggio
Settore in ginocchio: il calo del fatturato è del 90 per cento, mai arrivati i ristori Ritrovo alle ore 10 a piazza Unione, sotto la Regione. Previsti 80 rappresentanti
PESCARA. Le agenzie di viaggio abruzzesi indipendenti tornano in piazza. Questa mattina una rappresentanza di circa 80 operatori si ritroverà a partire dalle 10 a piazza Unione, sotto il palazzo del consiglio regionale, per manifestare tutta l'amarezza per quelli che definiscono impegni non rispettati.
«Siamo molto deluse dal comportamento della Regione che al momento non ha ancora onorato le promesse fatte a seguito della protesta del 21 maggio scorso», commentano Annalisa De Luca, Emanuela Placido e Patricia Parisi, responsabili del direttivo dell'associazione che rappresenta circa 200 agenzie su tutta la Regione e una quarantina solo a Pescara. L'associazione delle agenzie di viaggio abruzzesi indipendenti era già scesa nella stessa piazza, a maggio scorso, per lanciare il grido di allarme di un settore completamente in ginocchio e che conta circa 2 mila dipendenti.
«Sono mesi che attendiamo che vengano erogati i 3 mila euro destinati alle nostre attività come forma di ristoro per i mancati guadagni in virtù della determinazione del 16 luglio, (che aveva approvato l’avviso pubblico per la concessione di contributi a fondo perduto a favore dei settori turismo, commercio al dettaglio e altri servizi, ndc), e nonostante i numerosi solleciti a oggi si brancola ancora nel buio e non sono stati dati tempi certi circa il pagamento».
Dal lockdown a oggi, il settore delle agenzie di viaggio ha riscontrato un calo nei fatturati del 90 per cento. «La nostra categoria», spiegano i membri del direttivo, «a differenza di altre è ancora ferma al palo come durante i mesi di lockdown, abbiamo subito e continuiamo a subire una miriade di annullamenti di viaggi, cancellazione dei voli, rientri con emissione di nuova biglietteria e chiusura dei confini nazionali e internazionali, creando non solo un mancato guadagno e una perdita di denaro senza precedenti, ma rendendo di fatto inutile la nostra apertura».
A pesare ancora di più sulla crisi del settore c’è anche l'inserimento, da parte di alcuni paesi esteri come Germania e Slovenia, dell'Abruzzo in una vera e propria lista nera delle aree considerate più a rischio infezione, insieme ad altre regioni italiane. «Ci saremmo aspettati», spiegano ancora le referenti, «che sia a livello governativo che a livello regionale le istituzioni ci supportassero con interventi sicuri e immediati che ci consentissero almeno di sostenere le spese vive tipo utenze, affitti, tasse locali».
L'associazione nei giorni scorsi ha inviato più di una richiesta di incontro al presidente della Regione Marco Marsilio, «che ci ha purtroppo ignorato», evidenzia Annalisa De Luca. «Chiediamo un confronto non fatto di promesse disattese come nei mesi scorsi, ma di impegni concreti. Non ci è stata data una priorità, siamo stati considerati come tutte le altre categorie economiche, nonostante invece non lavoriamo da febbraio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

